Campi Flegrei, sciame sismico e allerta vulcanica: "Nessuna eruzione, ma la dinamica evolve"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il suolo dei Campi Flegrei ha tremato ancora, e questa volta con un’intensità che non si registrava da decenni. Alle 12:07 di ieri, una scossa di magnitudo 4.4, con epicentro al largo di Pozzuoli, ha tenuto in ansia per venti secondi interminabili chi vive nell’area vulcanica più monitorata al mondo. A differenza dei precedenti eventi sismici, questa volta il terremoto ha colto la popolazione in pieno giorno, mentre le scuole erano aperte e gli studenti dell’Università Federico II affollavano le aule. L’evacuazione di alcuni edifici scolastici, precauzionale ma immediata, ha riportato alla memoria scenari che la memoria collettiva fatica a dimenticare.

I vigili del fuoco, dopo aver effettuato dodici verifiche di stabilità, hanno escluso danni strutturali rilevanti, mentre l’elicottero Drago VF59 sorvolava la solfatara di Pozzuoli per una ricognizione aerea. "Al momento non sono emerse criticità", hanno precisato i soccorritori, ma la tensione resta palpabile.

Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, e Francesca Bianco, a capo della Sezione di Napoli dell’Ingv, hanno chiarito che il magma, pur essendo attivo in profondità, non sta risalendo verso la superficie. "Vivere su un vulcano significa accettare che la situazione possa peggiorare", ha detto Di Vito, sottolineando l’importanza di una preparazione costante per evitare che un’emergenza si trasformi in tragedia. Tuttavia, ha aggiunto, "non ci sono segnali di un’eruzione imminente".

Quello che preoccupa gli esperti è la progressione della dinamica vulcanica, un processo che, sebbene lento, richiede monitoraggio continuo. Lo sciame sismico di ieri mattina rientra in un quadro di attività che, seppur intensificata, segue parametri noti. L’Ingv, nel punto stampa successivo alle scosse, ha ribadito che il fenomeno è sotto osservazione, ma senza allarmismi.

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