Porsche Macan Gts, la nostra prova del Suv elettrico tra le strade del Montecarlo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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SAINT PAUL DE VENCE – Quando si danza tra un burrone e un tunnel scolpito a vivo nella roccia su certe strettissime, tortuose e in parte innevate strade delle Alpi Marittime, si capiscono diverse cose. La prima è che la velocità con cui i piloti del Rallye di Montecarlo 2026 le hanno percorse qualche settimana fa deve essere il prodotto di un paranormale mix di abilità e follia. La seconda, quasi contemporanea, è che la Macan Gts (da 109.530 euro) è un’auto gustosa e atletica non solo nel nome, suffisso di tre lettere che da oltre sessant’anni per Porsche connota un mondo fatto di velocità, reattività e sensazioni tattili realmente distintive -6.
Il percorso prescelto per il test, che si snoda tra Saint Paul de Vence e Cabris toccando il celebre Col de Turini, rappresenta il banco di prova ideale per verificare le credenziali sportive di questo Suv coupé elettrico. E la trazione integrale, in un contesto del genere, mostra tutto il suo valore: rende la vita più facile al pilota, certo, ma garantisce anche prestazioni elevate che poco hanno da invidiare a quelle di un potente sei cilindri termico. Le sensazioni sono diverse, chiaramente, ma l’impronta dinamica resta inequivocabilmente quella di una “vera” Porsche, con quel mix di stabilità e agilità che permette di affrontare le “esse” e i tornanti con una precisione sorprendente per un veicolo di questo peso e ingombro -6.
Una meccanica raffinata per un handling da riferimento
Non è solo la potenza, seppur notevole, a fare la differenza. I 571 cavalli di picco e i 955 Nm di coppia, pronti non appena le ruote iniziano a girare, spingono la Macan Gts da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi, proiettandola in una dimensione da supercar -4-6. Ma ciò che impressiona di più è l’insieme di aderenza, trazione e capacità di inserirsi in curva con il piglio di un’auto molto più compatta. Merito di un assetto autolivellante ribassato e irrigidito, con molle ad aria a controllo adattivo, a cui si può aggiungere l’asse posteriore sterzante con torque vectoring evoluto. Un complesso meccanico efficacissimo, che tiene l’auto piatta quando si alza l’andatura senza mai farla sembrare impacciata, regalando una rapidità di esecuzione che sulle prime richiede addirittura un certo adattamento da parte del guidatore -6.
Il prezzo della sportività tra autonomia e ricarica
Guidare la Macan Gts con il piede pesante, magari ascoltando il sound artificiale dei motori – molto simile al rombo di un sei cilindri termico – ha però un effetto collaterale prevedibile: l’autonomia si riduce drasticamente. Se ci si lascia prendere la mano, coccolati da un abitacolo dove sedili profilati, alcantara e finiture di altissima qualità creano un’atmosfera da vera sportiva, il divertimento dura meno di 300 chilometri, circa la metà della percorrenza massima omologata -6. La vettura può ricaricare a 270 kW, passando dal 10 all’80 per cento in poco più di venti minuti, ma nella vita reale, quando si ha solo voglia di guidare senza pianificazioni ossessive, imbattersi in una colonnina ultra-fast perfettamente funzionante non è sempre scontato. E doversi fermare per ore, con un’auto del genere tra le mani, diventa una vera seccatura -6.
Un’estetica che non tradisce le attese
Esterni e interni parlano chiaro, senza fraintendimenti. I profili aerodinamici, lo splitter anteriore, i cerchi specifici da 21 pollici e le finiture in carbonio con impunture a contrasto sono solo il contorno, per quanto gustoso, di un piatto principale che punta tutto sulla meccanica. La Macan Gts si riconosce per i dettagli scuri, i fari Matrix LED dal look fumé e quella postura più aggressiva che la distingue dalle altre versioni della gamma -4-7. In abitacolo, la tecnologia è al servizio del pilota, con il pacchetto Sport Chrono di serie che include il mode Track, derivato dalla Taycan, studiato per ottimizzare il raffreddamento della batteria e garantire prestazioni costanti anche dopo diversi giri di pista -7-8. Un dettaglio, questo, che la dice lunga sulla vocazione dell’auto.




