Affitti brevi: aggiornamenti su regole e sanzioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A partire dal 2 gennaio 2025, in Italia, è entrato in vigore l'obbligo per tutte le strutture ricettive e gli immobili locati con finalità turistiche di possedere e esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questa normativa, introdotta per contrastare il fenomeno del "nero" nel settore degli affitti brevi, prevede sanzioni amministrative che variano dagli 800 agli 8.000 euro per l'assenza del CIN e dai 500 ai 5.000 euro per la mancata esposizione del codice all'esterno dello stabile o negli annunci pubblicati.

Il mercato degli affitti brevi, che in Italia vale 7,9 miliardi di euro e genera 54.000 posti di lavoro, è stato oggetto di una stretta normativa per garantire maggiore sicurezza agli ospiti delle strutture ricettive. Le modifiche approvate dal governo il 14 dicembre 2024, entrate ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2025, mirano a regolamentare il settore extra-alberghiero, includendo Bed & Breakfast e altre attività simili.

In particolare, la regione Puglia ha adottato misure più restrittive, eliminando l'uso delle key box, dispositivi utilizzati per la consegna delle chiavi agli ospiti in modo autonomo. Questa decisione è stata presa alla luce degli incidenti verificatisi nel corso del 2024, che hanno coinvolto utenti di locazioni turistiche, anche sul territorio pugliese. Il legislatore ha ritenuto necessario intervenire per offrire maggiore sicurezza e trasparenza nel settore.

Secondo i dati forniti dal Ministero del Turismo, il 78,97% delle strutture registrate nell'apposita banca dati (451.262 su 571.411) risulta già in possesso del CIN e, quindi, in regola con la nuova normativa.

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