Spara alla titolare della palestra a Cagliari e poi si uccide, gli aveva rifiutato iscrizione a corso di danza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio di violenza estrema ha scosso la mattinata di Cagliari, dove un uomo di 52 anni, Christian Musu, barracello originario di Elmas, ha fatto irruzione in una scuola di danza nel quartiere di Mulinu Becciu con un fucile, sparando contro l'insegnante che lo aveva più volte respinto e rivolgendo poi l'arma contro se stesso.

La dinamica, ricostruita dagli investigatori della Squadra mobile guidati dal dirigente Davide Carboni, si è consumata in pochi istanti, quando l'uomo, dopo aver esploso un colpo in direzione della donna, si è tolto la vita con un secondo sparo, mentre la titolare della palestra, rimasta illesa, è riuscita a mettersi in salvo riparandosi all'interno della struttura.

L'allarme è scattato poco dopo le 10 di questa mattina, domenica 12 luglio, e sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti per avviare le indagini e accertare l'esatta sequenza degli eventi che hanno portato alla tragedia, ancora avvolta da un alone di incredulità tra i residenti della zona.

L'iscrizione negata al corso di flamenco

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni e dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, il movente all'origine del gesto sarebbe da ricondurre al reiterato rifiuto opposto dall'insegnante nei confronti dell'uomo, che aveva più volte manifestato l'intenzione di iscriversi a un corso di flamenco da lei tenuto all'interno di una sala che la donna affittava per le proprie lezioni, circostanza che ha portato gli investigatori a precisare come la vittima designata non fosse legata in modo organico alla struttura scolastica, ma vi operasse in qualità di esterna.

L'uomo, infatti, aveva già provato invano a ottenere l'accesso al corso nei giorni scorsi, e l'ennesimo diniego ricevuto nella giornata di oggi pare aver fatto scattare l'ira che lo ha spinto a compiere il folle gesto, armato del fucile che probabilmente deteneva per la sua attività di barracello.

La donna, che si trovava all'ingresso della palestra al momento dell'attacco, ha avuto la prontezza di riflessi di mettersi al riparo, evitando così il proiettile che l'uomo aveva destinato a lei prima di rivolgere l'arma contro se stesso, chiudendo in pochi secondi una vicenda che lascia molti interrogativi sulla capacità di prevenire episodi di tale violenza in contesti quotidiani come quello di una semplice richiesta di iscrizione a un'attività sportiva.

Le indagini della Squadra mobile

Sull'accaduto stanno ora indagando gli investigatori della Squadra mobile di Cagliari, coordinati da Davide Carboni, che hanno già ascoltato alcuni testimoni e stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona di Mulinu Becciu per ricostruire con precisione i minuti precedenti all'arrivo dell'uomo e le modalità con cui questi si è introdotto nella scuola di danza, armato del fucile con il quale ha poi compiuto il duplice gesto.

Gli agenti stanno inoltre verificando la posizione legale dell'arma e la sua provenienza, considerato che il 52enne era un barracello di Elmas, una figura che tradizionalmente svolge funzioni di vigilanza nelle campagne e che può detenere fucili per ragioni di servizio, anche se al momento non sono state rese note le condizioni precise del possesso e della registrazione dell'arma utilizzata nella sparatoria.

La ricostruzione finora effettuata esclude la presenza di altre persone coinvolte o di eventuali complici, e gli inquirenti stanno concentrando le loro attenzioni sulla dinamica psicologica che può aver condotto l'uomo a un gesto così estremo, apparentemente scaturito da un movente che, per quanto grave sul piano delle relazioni interpersonali, appare del tutto sproporzionato rispetto alla reazione violenta che ne è seguita.

La dinamica degli spari e il salvataggio della donna

La sequenza dei fatti, ricostruita in via preliminare, vede l'uomo fare ingresso nella struttura e dirigersi verso l'insegnante che aveva già incontrato in passato per la richiesta di iscrizione, e al suo ennesimo rifiuto ha estratto il fucile esplodendo un primo colpo in sua direzione, un gesto che per fortuna non ha raggiunto il bersaglio perché la donna è riuscita istintivamente a ripararsi all'interno dei locali della palestra, mettendosi in salvo.

A quel punto, forse resosi conto dell'insuccesso del suo intento o comunque spinto da una volontà autodistruttiva che gli investigatori stanno cercando di comprendere, l'uomo ha rivolto il fucile contro se stesso e ha fatto fuoco, uccidendosi sul colpo davanti all'ingresso della scuola, in una scena che ha gettato nello sconcerto i pochi presenti e i residenti del quartiere di Mulinu Becciu, che hanno assistito all'arrivo delle forze dell'ordine e al recupero del corpo.

La titolare della palestra, sebbene scossa dall'accaduto, non ha riportato ferite fisiche, e gli agenti hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a sequestrare l'arma, mentre i soccorsi intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo, la cui identità è stata subito confermata dagli investigatori attraverso i documenti trovati in suo possesso e le testimonianze raccolte nelle ore successive alla tragedia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.