L'Italia ai playoff mondiali, tra sorteggi e il peso della storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Per la terza volta consecutiva, la strada che conduce alla fase finale di un campionato del mondo si presenta per l'Italia lastricata dell'arduo selciato degli spareggi, un esame di riparazione dal quale non si può che emergere vincitori per scongiurare un'assenza, ormai divenuta uno spettro persistente, dalla massima competizione calcistica per nazioni. L'ultimo atto dei gironi di qualificazione, che ha visto gli azzurri chiudere al secondo posto nel Gruppo I, dietro una Norvegia capace di imporsi in entrambi gli scontri diretti, ha infatti sancito l'accesso a questa postuma, e per molti versi spietata, lotta per il biglietto. Il tecnico Rino Gattuso, consapevole della gravità della situazione, ha recentemente tagliato corto su ogni possibile alibi, affermando che "le chiacchiere adesso non bastano più, c'è da chiedere scusa", lasciando intendere come l'unica via percorribile sia quella del riscatto in campo, senza ulteriori giustificazioni.

Il meccanismo dei playoff e le fasce di sorteggio

Il formato degli spareggi europei, che assegna gli ultimi quattro posti disponibili per il Mondiale del 2026, vede coinvolte sedici formazioni, suddivise in quattro fasce in base al ranking. L'Italia, assieme a Turchia, Ucraina e Danimarca, è stata collocata nella prima fascia, un posizionamento che, se da un lato evita sin da subito lo scontro con un big come quello scandinavo di Rasmus Hojlund, dall'altro non garantisce affatto un percorso agevole. La costruzione del tabellone prevede che ciascuna squadra della fascia più alta incroci, in una semifinale secca, una di quelle della quarta, dove sono state inserite Irlanda del Nord, Macedonia del Nord, Romania e Svezia; una di queste, pertanto, sarà la prima avversaria degli azzurri nel percorso verso la qualificazione.

I possibili pericoli e il fattore Napoli

Oltre alla definizione degli accoppiamenti per le semifinali, il sorteggio stabilirà anche i potenziali quadri per la finale, dove potrebbero celarsi insidie di maggior peso. La Polonia, per esempio, è universalmente considerata una delle formazioni da evitare con più convinzione, data la sua tradizionale solidità e la presenza di elementi di caratura internazionale in rosa. Un aspetto curioso, che non sfugge agli osservatori più attenti, è la massiccia presenza di calciatori del Napoli in diverse squadre avversarie, un dettaglio che, se da un lato testimonia il valore del vivaio partenopeo, dall'altro potrebbe riservare sorprese non indifferenti, trasformando potenziali scontri in derby dai contorni particolarmente stimolanti.

Il quadro completo delle qualificate

A completare il panorama delle contendenti, oltre alle già citate, sono le altre nazionali giunte seconde nei rispettivi raggruppamenti: Slovacchia, Kosovo, Irlanda, Polonia, Bosnia-Erzegovina, Galles, Albania e Repubblica Ceca. A queste si aggiungono le quattro squadre qualificate tramite il percorso della Nations League, ovvero Romania, Svezia, Irlanda del Nord e Macedonia del Nord. Si delinea così un mosaico variegato e competitivo, dove la posta in gioco è talmente alta da annullare qualsiasi differenza di blasone o storia recente, e dove l'unico obiettivo per l'Italia, gravato dal ricordo delle mancate qualificazioni passate, è superare questa ultima, decisiva prova.

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