Martina Colombari a Belve: la fragilità, un figlio da proteggere e un marito che l'ha salvata
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Martina Colombari, arrivata nello studio di "Belve" con la determinazione di chi non intende nascondersi più, ha consegnato a Francesca Fagnani una storia fatta di crepe e di riparazioni. L'immagine pubblica, quella modellata dalla corona di Miss Italia e da una carriera sotto i riflettori, si è dissolta per lasciare spazio a un ritratto più autentico e sofferto, dove la forza si misura con la paura e l'amore con la disperazione. La donna, che il grande pubblico crede di conoscere, ha parlato senza difese, rivelando quanto sia stato complesso il percorso di suo figlio Achille, un cammino che ha messo a dura prova non solo lei ma l'intero nucleo familiare.
Le scelte dolorose per un figlio
Proprio riguardo ad Achille, la Colombari ha svelato, con una commozione che non cercava di celare, di averlo protetto con decisioni che hanno portato in sé un carico di sofferenza. "L’ho protetto, con scelte dolorose", ha affermato, delineando il profilo di una maternità che ha dovuto affrontare prove inattese, lontanissima dall'idea della "supermamma" che tutto può e tutto risolve. Una presa di posizione che sconfessa i facili cliché, mostrando invece il volto di una genitorialità consapevole dei propri limiti e, per questo, capace di battaglie silenziose e necessarie.
La salvezza trovata in Billy
In quel frangente critico, un ruolo fondamentale è stato svolto dal marito, Billy Costacurta, descritto non come una semplice spalla ma come un vero e proprio salvatore. "Non sarei stata un gigante senza di lui", ha confessato Martina, spiegando come, circa un anno fa, sia stato proprio lui a costringerla a farsi curare quando aveva ormai toccato un fondo profondo. "Ero arrivata a un livello in cui non stavo bene. Lui mi ha salvata", ha dichiarato, sottolineando come quella richiesta di aiuto, lontana da ogni retorica sull'infallibilità, sia stata in realtà l'unica via per ritrovare un equilibrio che sembrava perduto.
Il peso di un'etichetta e la bellezza che fa paura
Il racconto si è poi allargato a ripercorrere le tappe di una vita sempre in bilico tra l'immagine pubblica e la realtà privata, a cominciare da quel titolo di Miss Italia che ha plasmato per sempre la percezione comune verso di lei. Un'etichetta che, nonostante gli anni e le diverse professioni, continua a seguirla, sebbene lei rivendichi con fierezza l'autonomia di ogni sua scelta. E persino la bellezza, quel dono che per molti rappresenta un vantaggio, per Martina è stata a volte un fardello: un agente fotografico, come ha rivelato, gliela fece addirittura odiare, in un momento in cui l'apparenza fisica si era trasformata da opportunità in un motivo di profonda inquietudine.




