Il giorno piú lungo di Paulo Dybala: il ginocchio non regge, si torna in sala operatoria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ennesimo, maledetto scricchiolio. Quello che Paulo Dybala ha sentito ieri mattina a Trigoria, dopo appena dieci minuti di corsa sul campo del “Fulvio Bernardini”, non era il rumore di un passo sbagliato, ma il suono di una stagione che, di fatto, si interrompe. Il numero 21 della Roma, tornato ad allenarsi in gruppo con la speranza di esserci domenica a Marassi contro il Genoa, è stato costretto ad alzare bandiera bianca: il dolore al ginocchio sinistro, quello stesso fastidio avvertito dopo la partita col Milan del 25 gennaio scorso, si è ripresentato puntuale, feroce, insopportabile. E così, dopo averci sperato contro ogni evidenza, dopo aver rimandato la decisione per settimane, il calciatore ha optato per la soluzione che fino a ieri sembrava soltanto un'ipotesi remota, un'eventualità da scongiurare: l'intervento chirurgico di pulizia articolare. Una decisione drastica, che lo terrà lontano dal campo per circa un mese e che, stando a quanto riferito da Il Tempo e ripreso da LaRoma24.it, dovrebbe concretizzarsi già oggi, nel tentativo di porre fine a un calvario che si trascina ormai da troppo tempo.

Un copione già visto, la speranza tradita dal ginocchio

Il copione, purtroppo, è lo stesso che si è ripetuto più volte in questa fase della stagione. Dybala, che non gioca una partita ufficiale dalla sfida con i rossoneri, era rientrato in gruppo proprio venerdì scorso, alimentando un cauto ottimismo nello staff tecnico di Gian Piero Gasperini e nei tifosi. L'allenamento di ieri mattina, però, ha riportato tutti con i piedi per terra. Appena dieci minuti di attività ad alta intensità, poi la sensazione di un nuovo cedimento, lo stop immediato e l'uscita dal campo. Un'immagine che, per chi segue le vicende giallorosse, è diventata fin troppo familiare. Il dolore, come racconta Daniele Aloisi su *Il Messaggero*, non ha lasciato scampo: dopo un movimento, forse un cambio di direzione, la cosiddetta *Joya* ha compreso che il suo ginocchio non era pronto, che quella infiammazione latente non era ancora rientrata.

Dai dubbi di febbraio alla scelta obbligata dell'intervento

Solo poche settimane fa, precisamente a metà febbraio, da Trigoria filtrava un cauto ottimismo. Le risonanze magnetiche, in quel momento, non avevano evidenziato lesioni strutturali tali da richiedere un'operazione. Si parlava di una semplice infiammazione, di un recupero da gestire con gradualità. Anzi, secondo quanto riportato da *TuttoMercatoWeb* e da *Football Italia*, lo staff medico della Roma aveva escluso categoricamente l'intervento, preferendo una terapia conservativa. Tuttavia, quella stessa speranza è stata tradita dalla cronaca. La recidiva di ieri ha cambiato le carte in tavola, dimostrando che la strada della cura conservativa non stava portando ai risultati sperati. L'attaccante, che aveva sempre manifestato la volontà di evitare i ferri per non chiudere anzitempo la sua annata, ha dovuto arrendersi all'evidenza e accettare la strada chirurgica. L'intervento di pulizia, anche se tecnicamente meno invasivo di altri, richiederà tempi di recupero certi e lo escluderà dalla volata finale della squadra.

Genoa senza Dybala, l'ombra di un addio anticipato

La conseguenza immediata è l'assenza certa per la trasferta di Genova, dove la Roma affronterà la squadra ora guidata da Daniele De Rossi. Un'assenza pesantissima, che priva Gasperini del suo uomo più talentuoso nel momento clou della stagione. Ma il pensiero, a questo punto, corre inevitabilmente al futuro. Come sottolinea Lorenzo Pes sulle pagine de *Il Tempo*, il rapporto tra Paulo Dybala e la Roma sembra essersi incrinato in maniera forse definitiva. L'ennesimo infortunio, l'operazione chirurgica e l'ingente ingaggio da 8,3 milioni di euro netti che pesa sul bilancio del club rendono sempre più concreta l'ipotesi di una separazione a fine stagione. Quella che doveva essere l'avventura del campione in grado di fare la differenza si sta trasformando in un continuo, estenuante inseguimento tra la voglia di giocare e i limiti imposti da un fisico sempre meno clemente. Ora, per Paulo, inizia la corsa contro il tempo per tornare in campo, ma anche, forse, per salutare la capitale con dignità, evitando che il sipario cali nel silenzio di un centro sportivo, interrotto solo dal rumore di un ginocchio che non regge più.

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