Borsa di Milano in calo per l’effetto dividendi, banche in controtendenza
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Redazione Economia
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Piazza Affari ha chiuso la seduta con un calo dell’1,20%, trascinata dall’effetto negativo dello stacco dei dividendi di 74 società, di cui 24 appartenenti al listino principale. L’impatto delle cedole, che ha inciso per l’1,77% sull’indice, ha oscurato una performance che, in condizioni normali, avrebbe visto il Ftse Mib in territorio positivo di circa lo 0,5%. Nonostante il tonfo, il listino milanese è riuscito a difendere la soglia psicologica dei 40.000 punti, chiudendo a 40.166,77.
A fare da contrappeso alle vendite sono state soprattutto le banche, protagoniste di una distribuzione record di 14,5 miliardi di euro, che conferma la Borsa italiana come una delle più generose in Europa. Bper, in particolare, ha registrato un balzo del 4,7%, mentre il settore finanziario nel suo complesso ha beneficiato delle attese sul consolidamento in corso.
Lo spread tra Btp e Bund si è assestato a 101 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,59%, mentre sui mercati globali si sono fatti sentire gli strascichi del declassamento del debito americano da parte di Moody’s. L’agenzia di rating, riducendo l’outlook degli Stati Uniti, ha innescato una reazione prudenziale che ha coinvolto anche le borse europee, seppur in misura minore rispetto a Wall Street, dove l’S&P 500 ha perso lo 0,18% e il Nasdaq lo 0,35%.
Più marcato, invece, l’effetto sui titoli di Stato americani, con il rendimento del Treasury a 10 anni salito di oltre 12 punti base. Intanto, nuovi focolai di tensione commerciale hanno contribuito a mantenere alta l’incertezza, senza però scalfire del tutto l’ottimismo sui listini del Vecchio Continente, che hanno chiuso prevalentemente in rialzo.




