Meloni supera i mille giorni, tra consensi e numeri che promuovono l’esecutivo
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Redazione Interno
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Il governo di Giorgia Meloni, che ha appena tagliato il traguardo dei mille giorni, si avvia a diventare il quinto esecutivo più longevo della storia repubblicana. Tra tre mesi, supererà le durate dei governi Renzi e Craxi, piazzandosi al terzo posto, con l’obiettivo – non dichiarato ma evidente – di raggiungere lo Slam, ovvero la legislatura completa. Un traguardo che, se centrato, segnerebbe un primato assoluto.
A sostenere questa corsa, oltre alla tenuta politica, c’è un bilancio fatto di numeri che, almeno per ora, giocano a favore dell’esecutivo. Il consenso personale della premier si attesta al 34%, il più alto tra i leader politici, mentre l’indice di gradimento del governo riflette una fase economicamente favorevole, nonostante le critiche. Lo spread, indicatore spesso usato come termometro della fiducia dei mercati, è sotto controllo, e l’austerità – presentata come “stabilità” – ha evitato shock sociali, pur applicando misure più rigide persino di quelle del governo Monti.
Tra i ministri, però, le performance sono divergenti. Guido Crosetto, titolare della Difesa, svetta nei sondaggi come il più apprezzato, secondo solo alla stessa Meloni. Al contrario, Daniela Santanchè, travolta dallo scandalo Visibilia, si conferma la maglia nera dell’esecutivo, con un crollo di fiducia che rischia di avere ripercussioni politiche.
Sul fronte internazionale, mentre Trump – tornato alla Casa Bianca – ridisegna gli equilibri globali, l’attenzione si sposta sul Medio Oriente, dove Netanyahu ha lanciato un attacco alla Siria, mossa che gli analisti interpretano come un tentativo di riaffermare la presenza israeliana in un contesto sempre più instabile. Intanto, a Milano, un’inchiesta sulla corruzione scuote il panorama giudiziario, rivelando un sistema di tangenti che coinvolge amministratori e imprenditori.




