Cobolli, nella festa di famiglia piange anche Bove
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Redazione Sport
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Roma – Non è solo il tennis a emozionare Flavio Cobolli, ma tutto ciò che lo circonda: la famiglia stretta attorno a lui, il fratello Guglielmo – Gully per gli amici – che lo segue ovunque e che l’anno prossimo affronterà la maturità scientifica, gli amici di sempre come Edoardo Bove, compagno di avventure fin dalle giovanili della Roma. Un universo affettivo che si è stretto attorno al ventiduenne romano dopo l’impresa a Wimbledon, dove ha centrato il primo quarto di finale in uno slam battendo in quattro set il croato Marin Cilic.
Quella di Cobolli è una storia che va oltre il punteggio. Se il match è stato dominato da un gioco aggressivo e da una tenacia fuori dal comune, è stato il suo carattere, quel misto di determinazione e spontaneità, a conquistare il pubblico. «È un momento che non dimenticherò», ha esclamato al termine dell’incontro, mentre il padre non riusciva a trattenere le lacrime. Un rapporto, quello con la famiglia, che lo stesso Flavio ha definito «odio e amore», ma che è alla base di tutto.
Mercoledì, sul centrale, lo attende Novak Djokovic, un mostro sacro del tennis. Un confronto che, al di là del risultato, rappresenta già una vittoria. Intanto, però, l’Italia perde un’altra bandiera: Lorenzo Sonego, dopo una partita equilibrata, è stato sconfitto dall’americano Ben Shelton, che ha fatto della potenza la sua arma vincente.




