Suzuki Jimny, il ritorno in Italia nella versione a cinque porte

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mito del fuoristrada compatto, che aveva dovuto abbandonare i listini ufficiali italiani a causa delle normative europee sulle emissioni, trova una nuova via d'accesso nel nostro Paese. La Suzuki Jimny, autentica icona "old school" celebrata per le sue indubbie capacità di percorrenza sui terreni più impervi, fa il suo ritardo in una configurazione inedita e da molti attesa: quella a cinque porte. A renderne possibile la ricomparsa sulle strade è un'operazione di importazione parallela, la quale, gestendo in toto le complesse procedure di omologazione e immatricolazione come veicoli unici, aggira gli ostacoli che ne avevano determinato la scomparsa. L'offerta si articola su un unico allestimento, sebbene i potenziali acquirenti abbiano la facoltà di personalizzare la scelta tra una gamma che comprende dieci colori diversi.

L'importazione parallela come soluzione

A riportare la Jimny in Italia è Fioravanti Motors, importatore che vanta una consolidata esperienza in questo settore specifico. La procedura, sebbene non semplice, rappresenta l'unica opportunità per gli appassionati di poter guidare la versione allungata del fuoristrada, la quale non è mai stata commercializzata ufficialmente nel mercato europeo. L'azienda, la cui competenza è stata costruita negli anni, si assume l'onere di tutte le pratiche necessarie, garantendo che i veicoli siano perfettamente conformi alle disposizioni vigenti e quindi immatricolabili. Ciò consente di colmare un vuoto lasciato dalla casa madre, la quale, com'è noto, ha dovuto cedere alle pressioni dei limiti imposti ai costruttori.

Le caratteristiche della versione a passo lungo

La Jimny a cinque porte si distingue dalla versione storica per un passo maggiorato, una scelta progettuale che si traduce in un abitacolo più spazioso e in un accesso sensibilmente agevolato per i passeggeri posteriori. Questo incremento nelle dimensioni, però, non ne ha intaccato l'anima più autentica: il veicolo mantiene infatti una meccanica dedicata al fuoristrada puro, con una rigidità del telaio e delle sospensioni che ne preservano le doti di agilità e robustezza anche su percorsi estremi. L'estetica, caratterizzata da linee squadrate e da una silhouette immediatamente riconoscibile, rimane fedele al DNA del modello, unendo una funzionalità senza compromessi a un design che evoca una tradizione di cui pochi altri possono fregiarsi.

La questione del prezzo

Se l'annuncio del ritorno è stato accolto con entusiasmo, l'aspetto che sta generando un dibattito piuttosto acceso riguarda il suo costo di acquisizione. L'operazione di importazione, con i suoi inevitabili oneri aggiuntivi e la sua natura di nicchia, porta infatti il listino a toccare livelli che molti definiscono elevati per una vettura di questa categoria. Il valore richiesto, considerato da alcuni "stellare", rischia di collocare la Jimny in una posizione di mercato particolare, rendendola un oggetto di desiderio per pochi eletti che sono disposti a investire una cifra consistente pur di possedere un'auto dal carattere così definito e ormai introvabile attraverso i canali tradizionali.

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