Papa Francesco dona 200 mila euro ai detenuti, mentre a San Pietro continua l’omaggio dei fedeli
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Redazione Interno
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A San Pietro, nonostante l’ora tarda, il flusso di fedeli che rendono omaggio alla salma di Papa Francesco non accenna a diminuire. Oltre 65 mila persone hanno varcato la soglia della Basilica, tanto che le autorità ecclesiastiche hanno deciso di prorogare l’apertura oltre la mezzanotte. Un’ondata di devozione che riflette il legame profondo tra il pontefice e chi, negli anni, ne ha seguito il messaggio di inclusione e vicinanza agli ultimi.
Proprio agli ultimi, del resto, Bergoglio ha voluto destinare gli ultimi suoi averi: 200 mila euro, prelevati dal suo conto personale, sono stati donati ai detenuti. A rivelarlo è monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare di Roma e responsabile della carità e della pastorale carceraria, che in un’intervista a La Repubblica ha ricordato come il Papa, «fino a pochi giorni fa, fosse a Regina Coeli». Un uomo «stanco, che si trascinava», ma capace di «urlare con la sua presenza il bisogno di attenzione per chi è rinchiuso».
Il bonifico è stato destinato in particolare al Pastificio Futuro, un laboratorio situato ai margini del carcere minorile di Casal del Marmo, dove ragazzi detenuti o in percorsi di reinserimento producono pasta. Un progetto che si affianca ad altre iniziative simili, come la birra Vale la pena – realizzata nel penitenziario di Rebibbia – o il caseificio Cibo agricolo libero. Non si tratta di semplici attività commerciali, ma di strumenti concreti per offrire un futuro a chi, altrimenti, rischierebbe di rimanere ai margini.




