Tentato rapimento in una scuola a Roma, la finta baby sitter aveva la foto della bambina sul cellulare

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica di quanto accaduto mercoledì scorso alla scuola dell'infanzia comunale Guglielmo Oberdan di largo Ravizza, nel quartiere Monteverde a Roma, presenta contorni che vanno oltre il semplice episodio di cronaca, gettando luce su una vicenda che le forze dell'ordine stanno ora cercando di dipanare. Una donna, della quale al momento non si conoscono né l'identità né la nazionalità, si è presentata all'istituto a metà mattinata, dichiarando al personale scolastico di essere la baby sitter incaricata di prelevare una bambina di tre anni -1. Il suo comportamento, tuttavia, apparso fin da subito incerto e ambiguo, ha insospettito le insegnanti, le quali, con una prontezza che si è rivelata decisiva, hanno attivato la procedura di controllo prevista, chiedendo alla sconosciuta di esibire un documento e la delega scritta da parte dei genitori -4. È stato a quel punto, verosimilmente di fronte alla richiesta di identificarsi, che la donna ha tentato di aggirare l'ostacolo fingendo di non comprendere la lingua italiana, ma al contempo, nel vano tentativo di avvalorare la propria tesi, ha mostrato agli educatori una fotografia sul proprio telefono cellulare -4.

L'immagine, che ritraeva la piccola mentre giocava all'interno del parco pubblico antistante la scuola, rappresenta l'elemento di maggiore inquietudine dell'intera vicenda e costituisce, per chi indaga, un particolare su cui concentrare le analisi. Non si trattava, evidentemente, di un tentativo estemporaneo o di un gesto d'impulso, ma di un'azione premeditata che lascia supporre un periodo di osservazione della bambina e delle sue abitudini, se non addirittura il recupero dell'immagine attraverso i profili social dei familiari, un'ipotesi, quest'ultima, che gli investigatori della Squadra mobile capitolina, diretta da Roberto Pititto, non escludono affatto -4. Contattati immediatamente dal personale scolastico, i genitori della bambina hanno confermato i peggiori sospetti: nessuna baby sitter era mai stata incaricata da loro di andare a prendere la figlia -1. A quel punto, mentre scattava l'allarme e una volante si dirigeva verso largo Ravizza, la donna, resasi conto che la messinscena era stata smascherata, si è allontanata frettolosamente dall'istituto, facendo perdere le proprie tracce e dileguandosi nel nulla prima dell'arrivo degli agenti -5.

L'ipotesi di un secondo caso e le indagini della polizia

La madre e il padre della bambina, una volta raggiunta la scuola, hanno formalizzato la denuncia contro ignoti, un atto che ha ufficialmente aperto un fascicolo d'inchiesta -5. Gli investigatori, in queste ore, stanno setacciando le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona, nella speranza di poter isolare un fotogramma utile a risalire all'identità della donna e ai suoi spostamenti successivi. A complicare il quadro, e ad alimentare un clima di comprensibile apprensione tra i residenti del quartiere Monteverde, sono giunte nelle ultime ore segnalazioni, inizialmente circolate attraverso le chat dei genitori e poi riprese da fonti ufficiali, di un altro episodio dalla foggia simile che sarebbe avvenuto nello stesso giorno -6. Secondo quanto riferito dal capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, un tentativo analogo sarebbe stato sventato anche in un'altra scuola dell'infanzia del medesimo quadrante, la Lola Di Stefano, sempre grazie all'attenzione del personale scolastico -2. In quel caso, una donna avrebbe cercato di farsi affidare un bambino, ma anche qui, la richiesta di verifiche e chiarimenti da parte delle maestre l'avrebbe spinta a desistere e ad allontanarsi -2. La Polizia di Stato, pur non confermando ufficialmente il collegamento tra i due eventi, ha intensificato i controlli e avviato un'attività di sensibilizzazione presso i dirigenti scolastici della zona -1.

La reazione del ministro Valditara e la sicurezza negli istituti

Sulla vicenda è intervenuto con una nota ufficiale il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il quale ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per la condotta tenuta dalle insegnanti e dal personale della Oberdan, e anche per quello della Lola Di Stefano, qualora venisse accertato il secondo episodio -2. Il ministro ha parlato di un «atto gravissimo», sottolineando come la normativa vigente sia chiara nell'escludere la possibilità di uscita autonoma per i bambini della scuola dell'infanzia, i quali devono essere obbligatoriamente riconsegnati ai genitori o a soggetti muniti di delega formale -9. Le sue parole, oltre a lodare «la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati» dalle maestre, hanno posto l'accento sulla necessità che vengano accertati al più presto i responsabili del gesto e le motivazioni profonde che lo hanno ispirato -2. La Procura della Repubblica, a cui è stata trasmessa la denuncia, dovrà ora valutare l'ipotesi di reato più appropriata, che al momento appare essere quella di tentato sequestro di persona, una fattispecie che gli inquirenti stanno approfondendo con la massima attenzione, consapevoli della delicatezza e della gravità della vicenda che ha gettato nello sconcerto un intero quartiere della capitale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.