Atti intimidatori contro il parroco di Varapodio: una comunità si unisce
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Redazione Interno
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Il giovane parroco di Varapodio, don Giovanni Rigoli, è stato recentemente vittima di un atto intimidatorio. Questo evento segue un'aggressione fisica subita in chiesa a gennaio, che lo aveva costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.
La condanna della Chiesa e del sindaco
I vescovi calabresi hanno condannato l'atto, attribuendolo a criminali accecati da una mentalità mafiosa. Anche il sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari, ha espresso la sua ferma condanna durante i lavori del Consiglio comunale aperto, convocato d'urgenza per rinnovare l'impegno dell'Ente e del paese contro il sopruso e la violenza.
La reazione della comunità
Fazzolari ha sottolineato che la comunità di Varapodio è sempre stata conosciuta per la laboriosità e l'accoglienza dei suoi cittadini e delle sue istituzioni. Nonostante l'evento negativo abbia causato un danno enorme, il sindaco ha esortato la comunità a reagire unita, facendo rete e rimboccandosi le maniche.
Un atto di violenza senza precedenti
L'aggressione a don Giovanni Rigoli a metà gennaio, seguita dal rogo della sua auto parcheggiata davanti all'oratorio, rappresenta un atto di violenza senza precedenti a Varapodio. Questo atto vigliacco, che offende tutti i varapodiesi e la Calabria, è stato condannato collettivamente. La comunità si è unita nel condannare ogni tipo di violenza e nel sostenere il suo giovane parroco.




