Israele fa esplodere i tunnel di Hezbollah in Libano: terremoto di magnitudo 4,1 e accuse di Teheran sui prezzi del petrolio
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Redazione Esteri
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Una serie di esplosioni di enorme potenza ha scosso nella serata di giovedì il Libano meridionale, dove l'esercito israeliano ha demolito un vasto sistema di tunnel attribuito a Hezbollah sotto la cresta di Ali Taher, nella zona di Nabatiyeh. Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, per l'operazione sono state impiegate oltre 1.100 tonnellate di esplosivo, una quantità tale da generare una scossa sismica di magnitudo 4,1 registrata dall'agenzia geologica statunitense Usgs e dal Centro sismologico euro-mediterraneo.
Il movimento tellurico, avvenuto alle 21:08 ora locale a una profondità di circa 10 chilometri, è stato localizzato a 25 chilometri a sud di Sidone e a 16 a nord-est di Tiro, come precisato dalle rilevazioni strumentali.
Un complesso sotterraneo strategico
Stando alla ricostruzione fornita dall'esercito israeliano, la rete distrutta comprendeva complessivamente otto tunnel per un'estensione di 5,4 chilometri, articolati in due percorsi principali sotto il crinale. All'interno dei siti, secondo la nota diffusa dall'Idf, le truppe hanno rinvenuto decine di razzi, missili e droni di fabbricazione iraniana, oltre ad armi da fuoco, missili anticarro e centinaia di mine.
Il complesso, definito una "infrastruttura strategica costruita nell'arco di vent'anni" con pianificazione e finanziamenti attribuiti a Teheran, era considerato il centro nevralgico della divisione regionale Badr di Hezbollah, responsabile dell'area a nord del fiume Litani. Il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour ha riferito di enormi esplosioni udite in tutto il sud del Paese, mentre i giornalisti dell'agenzia Afp presenti sul posto hanno confermato di aver avvertito distintamente i tremori, circostanza che attesta la sensibilità del fenomeno anche in superficie.
La nota di Netanyahu e Katz
In una dichiarazione congiunta, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato che la struttura sotterranea è stata distrutta su loro disposizione e che l'Idf ha ormai "completato l'organizzazione della zona di sicurezza nel Libano meridionale". Secondo i due esponenti del governo israeliano, l'infrastruttura era progettata per fungere da base di lancio per la conquista della Galilea e godeva di un dominio di osservazione e fuoco su Metula e Kiryat Shmona.
"La loro distruzione completa il raggiungimento del controllo operativo sulla cresta di Ali Taher, sia sopra sia sotto terra", si legge nel testo, che annuncia il mantenimento dello schieramento delle forze israeliane nell'area per impedire il ritorno di forze nemiche e la ricostituzione delle capacità militari di Hezbollah.
Le accuse di Ghalibaf e il quadro regionale
Sul fronte politico, lo speaker del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha commentato gli sviluppi con una dichiarazione riportata dalle agenzie: "L'amministrazione Usa guadagna sull'oscillazione dei prezzi del petrolio?". L'interrogativo, attribuito esplicitamente al presidente del Majlis, si inserisce nel contesto delle tensioni economiche legate al conflitto e alle fluttuazioni del mercato energetico.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'Iran avrebbe ripreso la produzione di missili balistici all'interno di strutture sotterranee utilizzando componenti già disponibili, sebbene su scala più limitata rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Le attività di assemblaggio, condotte in siti come il complesso di Khojir a sud-est di Teheran, riguarderebbero l'impiego di testate, corpi e sistemi di guida esistenti.
Il controllo dello Stretto di Hormuz
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha annunciato di aver intercettato nell'area dello Stretto di Hormuz un'unità navale senza equipaggio statunitense in missione, sottolineando che l'area resta sotto il proprio controllo e monitoraggio informativo. La dichiarazione, diffusa dai media iraniani, precisa che qualsiasi forza ostile presente nella zona sarà considerata un obiettivo da colpire.
Nelle prime ore di giovedì, inoltre, diverse esplosioni sono state segnalate nelle zone costiere del sud dell'Iran, tra cui Sirik, Minab e l'isola di Qeshm; l'agenzia ufficiale Irna ha riferito di aree colpite da "proiettili ostili" senza fornire ulteriori dettagli, mentre l'emittente di Stato ha precisato che i boati provenivano dalla direzione del mare.
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