Fognini e Alcaraz, un match da antologia: il tennis che emoziona Wimbledon
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Redazione Sport
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Fabio Fognini, che a 38 anni ha dimostrato ancora una volta perché il suo nome rimane tra quelli più amati dal pubblico, ha regalato a Wimbledon una partita che difficilmente verrà dimenticata. Contro Carlos Alcaraz, attuale numero 2 del mondo e campione in carica, il tennista ligure ha combattuto per quasi cinque ore, cedendo solo al quinto set con un punteggio che non rende giustizia all’epicità dello scontro: 7-5, 6-7, 7-5, 2-6, 6-1.
Quello che ha lasciato sul campo, però, è stato molto più di un semplice risultato. Tra recuperi impossibili, colpi da manuale e momenti di pura magia, Fognini ha ricordato a tutti che il suo talento, quando esplode senza freni, è capace di tenere testa ai migliori. Alcaraz stesso, dopo il match, non ha potuto fare a meno di tributargli un omaggio su Instagram, scrivendo: "Congratulazioni per una partita fantastica, Fabio! È stato un onore condividere con te questa battaglia".
La domanda che molti si sono posti, soprattutto dopo il secondo e il quarto set in cui Fognini ha dominato, è stata la stessa che ha lasciato perplesso lo stesso Alcaraz: "Perché smette?". Una domanda legittima, visto che il giocatore italiano, quando è in giornata, può sfidare chiunque. La risposta, però, è nelle pieghe di una carriera fatta di alti e bassi, dove il genio a volte è stato offuscato da fragilità mentali. A Wimbledon, invece, tutto è sembrato perfetto: il controllo, la lucidità, la determinazione.
Flavia Pennetta, presente tra il pubblico, ha seguito ogni momento con il cuore in gola, consapevole che questo potrebbe essere l’ultimo grande match del marito nel tempio dell’erba londinese. Sky Sport le ha dedicato uno speciale, "Game, set, match. L’ultimo Wimbledon", in cui vengono raccontate le emozioni di Fognini prima e dopo l’incontro.




