La seconda serata di Sanremo tra le sfide delle Nuove Proposte, l'omaggio di Lauro e le medaglie olimpiche sul palco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina del Festival, nonostante un avvio che in termini di ascolti ha mostrato qualche segno di cedimento rispetto alle precedenti edizioni, procede spedita verso il suo cuore pulsante, e la seconda serata della kermesse si è aperta all'insegna della scoperta e dell'emozione, elementi cardine di questa manifestazione che da settantasei anni detta l'agenda culturale e mediatica del paese. Carlo Conti, affiancato da una Laura Pausini in completo pantaloni nero lurex che ha letteralmente aperto le danze sceniche, ha lanciato la sfida del venerdì sera, una sfida che si gioca su più tavoli: quello della musica, con la gara che procede, e quello dell'intrattenimento puro, con una serie di ospiti pensati per allargare lo sguardo oltre i confini del palco dell'Ariston. La seconda serata, va detto, ha visto la presenza di Gianluca Gazzoli, il conduttore di Sanremo Giovani, chiamato a guidare il pubblico e i colleghi di sala stampa attraverso i meccanismi delle semifinali delle Nuove Proposte, un ruolo di raccordo tra il dietro le quinte e il palcoscenico che Gazzoli ha interpretato con la discrezione di chi quei giovani li ha visti crescere.

La vittoria di Filippucci e Angelica Bove, due talenti verso la finale

Il primo verdetto importante della serata ha premiato la determinazione e il percorso di gavetta. Nicolò Filippucci, un volto noto agli appassionati del talent show di Canale 5, è riuscito a fare breccia nel cuore del pubblico dell'Ariston con il brano "Laguna", una canzone che parla di radici e di appartenenza e che gli ha permesso di spuntarla nella prima semifinale contro il trio composto da Blind, El Ma & Soniko, formatosi invece ad Area Sanremo. La sua vittoria, netta e convinta, lo proietta direttamente alla finale di domani sera, dove se la vedrà con Angelica Bove, giovane interprete di "Mattone" che nella seconda sfida ha superato Mazzariello con la sua "Manifestazione d'amore". La Bove, dal canto suo, ha dimostrato una padronanza del palco non comune per una debuttante, interpretando un pezzo che mescola malinconia e speranza con una maturità sorprendente. Due profili diversi, i loro, che promettono una sfida interessante per l'ultimo atto dedicato ai giovani. In attesa di scoprire chi dei due succederà a chi nella storia recente del Festival, l'attenzione si è spostata, come da copione, sui big in gara.

L'emozione di "Perdutamente" per le vittime di Crans Montana e la top five dei big

E tra i big, o meglio tra gli ospiti che di big hanno la statura, la serata ha riservato un momento di altissima intensità emotiva quando Achille Lauro, in un total white impreziosito da un vistoso collier, ha interpretato "Perdutamente". Non una semplice esibizione canora, la sua, ma un vero e proprio atto di memoria collettiva, dedicato alle vittime della tragedia di Crans Montana. Con lui, la soprano Valentina Gargano e un coro di venti elementi hanno creato un'atmosfera sospesa, quasi liturgica, trasformando il teatro in un luogo di raccoglimento. "Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita", ha commentato poi Lauro, spiegando come quel tributo fosse un dovere morale prima ancora che artistico. Prima di quel momento, Lauro aveva già duettato con la stessa Pausini sulle note di "16 marzo", in un altro passaggio carico di significati. Sul fronte prettamente competitivo, invece, la giuria delle radio e il televoto hanno decretato la top five dei quindici big che si sono esibiti nel corso della lunga serata: Tommaso Paradiso, LDA & Aka7even, Nayt, Fedez in coppia con Marco Masini ed Ermal Meta si sono aggiudicati i primi cinque posti della classifica parziale, una graduatoria che naturalmente non svela l'ordine di piazzamento ma che offre già qualche indicazione sui gusti del pubblico e delle emittenti.

Le medaglie di Milano Cortina e l'appello degli atleti paralimpici sul palco

Ma il Festival, si sa, è anche e soprattutto una vetrina per il paese reale, per le sue eccellenze e per le sue storie di resilienza. Ed ecco allora che sul palco sono salite le campionesse olimpiche reduci dai trionfi di Milano Cortina 2026, un'edizione dei giochi invernali che ha regalato all'Italia trenta medaglie e una valanga di emozioni. Francesca Lollobrigida, vincitrice di due ori nel pattinaggio di velocità, è stata accolta da Carlo Conti con un affettuoso "ecco una mamma d'oro che ci ha regalato emozioni", mentre accanto a lei Lisa Vittozzi, la biatleta che ha conquistato il primo oro olimpico italiano nell'inseguimento femminile, sorrideva raggiante. Con loro, a condividere la ribalta, c'erano i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli, ipovedente, accompagnato dalla guida Andrea Ravelli, e Giuliana Turra, per il wheelchair curling. La loro presenza non è stata solo una passerella, ma un appello accorato, lanciato dal presidente del comitato organizzatore Giovanni Malagò, affinché il pubblico segua le Paralimpiadi con la stessa passione dedicata alle Olimpiadi, riconoscendo in questi atleti "eroi moderni che nel limite hanno trovato la loro risposta". Un messaggio potente, quello arrivato dall'Ariston, a pochi giorni dall'inizio della rassegna paralimpica che prenderà il via il 6 marzo. E mentre sul palco principale scorrevano le esibizioni, fuori dal teatro, in piazza Colombo, Bresh animava il Suzuki Stage, e Max Pezzali continuava il suo collegamento musicale da una nave da crociera ancorata al largo, a ribadire che Sanremo, ormai, è un contenitore diffuso che abbraccia l'intera città e non solo le sue platee.

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