Kaspar Capparoni a Verissimo: “La mia ex moglie mi ha allontanato dai figli, per me è stato come se tutto crollasse”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ospite negli studi di “Verissimo” lo scorso 21 febbraio, Kaspar Capparoni, reduce dal successo della fiction di Canale 5 “Una nuova vita” dove recita al fianco di Anna Valle e Daniele Pecci -5-8, ha scelto di ripercorrere non solo le tappe della sua carriera ma anche, e con evidente commozione, i passaggi più spinosi della sua esistenza privata. L’attore romano, che di anni ne ha sessantuno e una lunga carriera alle spalle, si è soffermato in particolare sulla conclusione del suo primo matrimonio, quello con la modella tunisina Ashraf Ganouchi, un legame dal quale sono nati i suoi primi due figli, Sheherazade, nata nel 1993, e Joseph, venuto al mondo nel 2000 -2-6. Una storia, quella, che si è chiusa in maniera talmente travagliata da costargli un’accusa gravissima, quella di violenze domestiche, dalla quale è stato in seguito pienamente assolto -1-3.

L’allontanamento forzato e la doppia sconfitta

Seduto di fronte a Silvia Toffanin, Capparoni non ha usato giri di parole per descrivere quello che lui stesso ha definito un vero e proprio crollo interiore. Il momento più buio, ha raccontato, coincise con l’impossibilità materiale di vedere i propri figli. “Non potevo nemmeno avvicinarmi a loro – ha spiegato l’interprete – perché c’era una cosa che si erano inventati, mi avevano creato questo impedimento”. Una misura che gli ha impedito di esercitare il suo ruolo paterno per un periodo, e che lui ha vissuto come una sconfitta su due fronti: da un lato il fallimento dell’unione coniugale, dall’altro la privazione del contatto con i due bambini, una ferita che gli faceva percepire l’esistenza come “totalmente crollata addosso” -3-6. Nelle sue parole traspare ancora tutto lo smarrimento di quegli anni, quando la parola “combattere” entrò a far parte del vocabolario affettivo, un termine che, come ha osservato lui stesso con una certa amarezza, mal si sposa con l’idea di una storia nata per amore -1. Eppure, fu proprio la tenacia dei piccoli – di quel legame che nonostante tutto resisteva – a dargli la forza di non arrendersi e di andare avanti.

La rinascita grazie a Veronica e l’equilibrio ritrovato

Ma la vita, si sa, è fatta di incontri capaci di riscrivere le geometrie del cuore. L’incontro con Veronica Maccarone, volto noto di “Quelli che il calcio” e oggi sua moglie, ha rappresentato per Kaspar Capparoni una vera e àncora di salvezza. I due si sono sposati nel 2010 e dalla loro unione sono nati altri due figli: Alessandro, nel 2008, e Daniel, nel 2013 -2-7. A proposito della compagna, l’attore ha speso parole che vanno oltre il classico dichiarazione d’amore, definendo il loro legame come qualcosa che supera il sentimento romantico comunemente inteso. “Quando si ha la fortuna di incontrare una persona che ti è di supporto – ha confessato a “Verissimo” – è più dell’amore” -3. Oggi, con Veronica, ha ricostruito non solo una famiglia, ma anche un equilibrio fatto di dialogo e rispetto, un aspetto che per lui è fondamentale: ha sempre lottato, ha tenuto a precisare, affinché tra tutti e quattro i suoi figli si creasse un rapporto sereno e affiatato -6. E guardando al futuro, il suo augurio più grande, quello che si porta nel cuore, è proprio per loro: desidera vederli realizzati, perché se nella vita dice di non pretendere molto, per loro la pretesa è invece massima -1.

Il lavoro come specchio e i ricordi d’infanzia

Nel lungo colloquio con la conduttrice, Capparoni ha anche avuto modo di riflettere sulla sua professione e sulle sue radici. Ha parlato dei tanti “no” incassati nella carriera, ostacoli che però, a suo dire, servono a temprarsi e a proseguire con più determinazione, paragonando il tutto a una scalata -1. Ha anche rievocato il legame complesso con il padre, un rapporto fatto di allontanamenti e riavvicinamenti, che si è ricomposto solo quando il genitore, in punto di morte, ha chiesto perdono a lui e a sua sorella -1. E proprio a sua madre, che li ha cresciuti da sola, ha voluto rendere omaggio, riconoscendole un ruolo centrale nella sua formazione -2. L’immagine che emerge è quella di un uomo che, dopo tempeste professionali e personali, ha saputo ricostruire pezzo dopo pezzo la propria esistenza, ancorandola ai figli e alla donna che ha saputo aspettarlo e sostenerlo, dimostrando che dalla notte più fonda si può sempre tornare a vedere la luce.

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