Apple Academy a San Giovanni, dieci anni che hanno cambiato il volto di un quartiere
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Redazione Economia
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C’era un quartiere, a est di Napoli, che sapeva di abbandono. San Giovanni a Teduccio, ex cuore operaio della città, custodiva ancora i fantasmi delle ciminiere Cirio e il silenzio pesante di una deindustrializzazione che aveva lasciato dietro di sé disoccupazione, marginalità, degrado.
Dieci anni fa, nessuno avrebbe immaginato che proprio da lì sarebbe partita una delle esperienze formative più originali d’Europa, eppure la Apple Developer Academy ha compiuto il suo primo decennio di attività trasformando un’area dimenticata in un polo di innovazione tecnologica riconosciuto a livello internazionale.
Il racconto di un decennio nell’aula Nicolais
Nell’aula Nicolais del polo universitario della Federico II, centinaia di studenti ed ex studenti si sono ritrovati per celebrare insieme questo traguardo. La mattinata, che ha visto la partecipazione del direttore Giorgio Ventre e di alcuni rappresentanti delle istituzioni, è stata l’occasione per ripercorrere passo dopo passo la storia dell’Academy, dalla sua nascita fino ai risultati che oggi la collocano tra le eccellenze formative nel campo dello sviluppo software e del design.
I numeri, del resto, parlano chiaro: oltre tremila studenti provenienti da ottanta paesi diversi hanno varcato le porte di San Giovanni a Teduccio, e molti di loro oggi sono protagonisti della transizione digitale globale, impegnati nello sviluppo di applicazioni, nell’intelligenza artificiale o alla guida di startup di successo.
Un programma che si allarga a sette atenei
Se la Academy rappresenta il fiore all’occhiello, il suo spirito originario ha trovato terreno fertile anche in un’altra iniziativa che quest’anno compie dieci anni. Nel 2016, infatti, è partito l’Apple Foundation Program, nato dall’intuizione e dall’impegno del compianto professor Alfredo Petrosino; un progetto che ha saputo estendersi ben oltre i confini del capoluogo campano, coinvolgendo oggi sette università italiane.
Il programma, della durata di quattro settimane, introduce i partecipanti ai fondamenti della programmazione orientata all’ecosistema Apple, offrendo loro l’opportunità di acquisire competenze tecniche in un arco di tempo contenuto ma estremamente intensivo. L’Università Parthenope, che ha ospitato una giornata di poster e panel dedicati alle applicazioni realizzate, ha celebrato a sua volta questo anniversario, sottolineando come il percorso abbia formato complessivamente oltre seimila studenti provenienti non solo dall’Italia ma da più di venti paesi nel mondo.
Da utopia a modello di rigenerazione
L’elemento che rende questa storia ancora più significativa è il legame indissolubile tra l’iniziativa tecnologica e il contesto urbano in cui è nata. San Giovanni a Teduccio, che all’inizio degli anni Duemila sembrava aver perso per sempre la sua vocazione produttiva, ha trovato nella Academy un motore di rinascita capace di attrarre talenti da tutto il mondo e di restituire centralità a un’area periferica della metropoli.
L’investimento di Apple e dell’Università Federico II ha dimostrato come l’alta formazione possa diventare uno strumento concreto di rigenerazione sociale e culturale, quando l’infrastruttura tecnologica si innesta su un tessuto urbano che ne ha un bisogno vitale. I numeri, in questo senso, sono solo l’indicatore più evidente di un cambiamento più profondo, che ha ridisegnato le prospettive di un quartiere intero e ha restituito speranza a una comunità che per anni aveva vissuto nell’ombra della crisi industriale.




