Elon Musk e il ceo di Ryanair, O'Leary, in una battaglia a colpi di insulti su Starlink

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo scontro, che ha rapidamente oltrepassato i confini di una semplice divergenza commerciale per assumere i toni di una rissa verbale, ha per protagonisti due imprenditori noti per il carattere anticonvenzionale e per aver rivoluzionato, ciascuno nel proprio settore, il concetto di mobilità. Da una parte, il patron della compagnia aerea low cost che ha plasmato il volo europeo; dall'altra, l'uomo che mira a colonizzare Marte e che, attraverso Starlink, ambisce a coprire il globo di connettività satellitare. L'oggetto del contendere è proprio questa tecnologia, rifiutata con decisione dall'amministratore delegato di Ryanair, il quale ha motivato la scelta con ragioni tecniche ed economiche, sostenendo che le antenne necessarie aumenterebbero l'attrito e, di conseguenza, i costi del carburante in misura considerevole, quantificata in centinaia di milioni all'anno.

Le accuse incrociate e la questione tecnica

La replica di Musk, che oltre a Starlink controlla anche la piattaforma X, non si è fatta attendere ed è stata netta nel definire infondate quelle affermazioni, arrivando a pronosticare, in caso di persistenza di una simile scelta, una fuga di clienti dalla compagnia aerea. La disputa, che alcuni osservatori hanno letto anche come un conflitto tra visioni del futuro della connettività in volo, è poi degenerata sul piano personale, con scambi di epiteti poco lusinghieri. O'Leary, in un'intervista, ha bollato il tycoon come un "idiota" in materia di aviazione, nonostante ne riconoscesse la fortuna economica; l'imprenditore di origini sudafricane, dal canto suo, ha a sua volta liquidato l'irlandese con termini altrettanto sprezzanti, suggerendo addirittura il suo licenziamento e definendo la sua compagnia, in un post su X, una "fogna".

Un contrasto che va oltre le mere parole

Questo acceso battibecco, mentre diventa materiale di cronaca per la stampa economica e non solo, mette in luce la complessa partita che si gioca sull'integrazione di tecnologie avanzate nei mezzi di trasporto, dove i calcoli sull'efficienza e i ritorni finanziari sono tutto fuorché banali. Se da un lato, infatti, Ryanair valuta l'operazione antieconomica e tecnicamente svantaggiosa, altri operatori hanno invece sposato la soluzione offerta da Starlink, vedendola come un fattore di competitività e un servizio aggiuntivo per i passeggeri. Il caso più emblematico, in questo senso, arriva dall'Italia, dove una società ferroviaria ha annunciato l'adozione del sistema satellitare sull'intera flotta dei suoi treni, promettendo una connessione più veloce e stabile senza costi extra per gli utenti, a partire già dal primo maggio.

La differente applicazione nel trasporto su rotaia

Questa scelta operativa, che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale per il settore ferroviario, dimostra come la medesima tecnologia venga percepita e applicata in modo diametralmente opposto a seconda del vettore di trasporto e della strategia aziendale. Sulle rotaie, dove i problemi di aerodinamica e di consumo energetico legati all'installazione di dispositivi esterni sono evidentemente differenti, l'integrazione viene presentata come una rivoluzione in grado di risolvere definitivamente le seccature della navigazione in movimento. Una divergenza di approcci che, al di là degli insulti personali, resta il cuore della questione sollevata dal vivace alterco tra i due magnati, ciascuno convinto della bontà della propria posizione in un mercato in continua evoluzione.

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