“Dalla strada al palco” si rinnova tra pagelle e assenze: Conti (5) e l’ossessione per Sanremo, Guaccero (7) balla, Nek manca (5)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Venerdì 10 aprile, in prima serata su Rai 1, è tornato il people show ideato da Carlo Conti, seppur in una veste profondamente rinnovata che ne ha cambiato le coordinate principali. La quinta edizione, infatti, abbandona la formula tradizionale per diventare “Special”, un esperimento che affida il destino della serata non a un conduttore unico – ruolo che nelle scorse edizioni apparteneva a Nek – ma a un collegio di giudici d’eccezione, i cosiddetti “passanti importanti”. Tra questi figurano, oltre allo stesso Conti, Bianca Guaccero, Nino Frassica e Mara Venier; una squadra che ha il compito di commentare le esibizioni di artisti provenienti dalle piazze, ma che lascia inevitabilmente un vuoto nella gestione del ritmo e delle fila della diretta. La sensazione, una volta spenti i riflettori sulla prima puntata, è quella di una macchina che funziona a strappi, dove l’assenza di una guida centrale – e di una figura artistica in giuria – si fa sentire eccome, nonostante la buona volontà dei singoli.

Se si analizzano le performance dei protagonisti seduti al bancone, il primo a deludere le aspettative è proprio il patron del programma. Carlo Conti, reduce dalla lunga stagione sanremese (un impegno che, a giudicare dal suo comportamento in video, sembra avere lasciato il segno in termini di energia), riceve un votaccio: 5. Sembra quasi ossessionato dal Festival, tanto da citarlo ripetutamente anche in un contesto completamente diverso, dimostrando di avere la testa ancora fra i parolieri dell’Ariston piuttosto che concentrato sulle storie dei saltimbanchi. La sua stanchezza si nota nei tempi morti e in quella mancanza di mordente che, di solito, lo contraddistingue; viene da chiedersi, guardandolo, se questa nuova veste da semplice giudice – che lo costringe a condurre stando seduto – non lo abbia un po’ svilito. A salvaguardare la serata dalla noia ci pensa, come spesso accade, Nino Frassica: il comico messinese è il vero asso nella manica del cast, capace con i suoi monologhi surreali e le battute fulminanti (le celebri “punte” a Conti sugli inizi da “uomo oggetto” a Firenze) di scaldare un pubblico altrimenti intiepidito.

In netto contrasto con l’appannamento del collega, Bianca Guaccero si conferma una presenza solare e in forma smagliante, meritandosi un bel 7. La showgirl, che rispetto allo scorso anno ha visto ridimensionato il suo ruolo (non più co-conduttrice, ma semplice giudice), non si è persa d’animo: anzi, si è messa in gioco fisicamente, ballando durante le esibizioni e regalando quella freschezza e quella verve che in questo format, a tratti un po’ ingessato, servivano come il pane. È “bella che balla”, direbbe qualcuno, e la sua energia trascina. Accanto a lei, Mara Venier (voto 6) fa quello che sa fare meglio: commuoversi e commuovere. La “zia” nazionale porta la sua esperienza e la sua capacità di fare domande dritte al cuore degli artisti, come nel caso della toccante esibizione di Paolo e Noemi, padre e figlia che hanno dedicato il numero alla moglie e madre uscita dal coma. E poi ci sono gli ospiti, veri lussi da serata di gala: la presenza di Placido Domingo e Fiorella Mannoia ha elevato il livello artistico, regalando momenti di autentica emozione in un mare di sperimentazione.

Ma il vero fantasma che aleggia sullo studio di “Dalla strada al palco Special” è quello di Nek. L’assenza del cantante, che aveva condotto il programma fin dalla sua nascita, è un peso che grava su tutta l’operazione, tanto che la critica gli affibbia un secco 5. Non c’è un padrone di casa che tenga le fila, che accolga gli artisti o che gestisca i tempi della diretta, e questa scelta – seppur voluta per rendere tutto più “corale” – lascia interdetti. Ci si chiede dove sia finito l’artista, perché in una giuria composta da tre conduttori e un comico, manca proprio la sensibilità musicale di chi quel palco lo ha calcato da cantante. Il meccanismo, per ora, appare zoppicante: le pagelle premiano l’istinto di Frassica (9) e la commozione di Venier (8), ma bocciano la distrazione di Conti e la gestione complessiva di uno show che, senza un timoniere, rischia di arenarsi in un porto di dubbi, nonostante la regia e la produzione abbiano puntato su una scenografia accattivante e una band live diretta dal maestro Enrico Melozzi.

La rivoluzione del format: niente conduttore, solo passanti

L’edizione 2026, come anticipato, segna un divorzio netto dal passato. Addio alla formula classica, dentro a una struttura più narrativa dove le storie di vita (dalla perdita di affetti alle rinunce per l’arte) tentano di fare da collante. In questo “Special” sono previste sei puntate, al termine delle quali un montepremi di 10.000 euro in gettoni d’oro verrà assegnato al miglior artista di strada d’Italia. Il meccanismo di veda è articolato: ogni serata elegge un vincitore che va direttamente in finale, mentre i quattro giudici – i “passanti importanti” – possono ripescare un ulteriore concorrente tra i non qualificati. Una boccata d’aria fresca, se si vuole, arriva dalla tribuna composta da sei bambini provenienti da tutta Italia, chiamati a esprimere il loro giudizio spontaneo, spesso lontano dai tecnicismi degli adulti.

Le pagelle della prima serata tra lacrime e siparietti

Oltre ai voti ai giudici, la cronaca della diretta restituisce l’immagine di una macchina emotiva che funziona solo a metà. Da una parte, c’è il divertimento puro garantito da Nino Frassica, che con la sua comicità surreale ha letteralmente preso in giro Conti e la sua “banda” di amici fiorentini (Panariello e Pieraccioni), scatenando l’ilarità del pubblico in studio. Dall’altra, c’è la commozione facile: Bianca Guaccero e Mara Venier sono finite in lacrime durante l’esibizione della famiglia circense, un momento di alto impatto emotivo che ha fatto dimenticare, almeno per un istante, la mancanza di ritmo della serata. E poi ci sono le esibizioni strane, come quella dell’imitatore di Gigi D’Alessio, o i siparietti sul fisico dei ballerini, che cercano di tenere alto l’interesse ma che spesso cadono nel banale.

Un talent che cerca una nuova identità

“Dalla strada al palco” è sempre stato un programma capace di valorizzare talenti grezzi, portando sul piccolo schermo quella genuinità che spesso manca nei talent iper-prodotti. Tuttavia, questa edizione “Special” rischia di tradire lo spirito originario per inseguire una modernità che non sempre gli calza a pennello. L’idea di Conti era chiara: “Un programma più moderno e ritmato, senza la conduzione classica”. Sulla carta poteva anche funzionare, ma nella pratica l’assenza di un collante tra i quattro giudici (per quanto bravi, restano individualità che pensano ognuno per sé) crea un effetto di polverizzazione dell’attenzione. Si passa dal commento tecnico (mancante) alla battuta, dalla lacrima alla noia, in un alternarsi che stanca lo spettatore. La sfida, per le prossime puntate, sarà capire se questo esperimento riuscirà a trovare un equilibrio o se si rivelerà un passo falso per un format che, fino allo scorso anno, aveva conquistato il pubblico grazie alla sua semplicità e alla conduzione calda di Nek.

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