Milano, la Porsche da 500 cavalli e quel silenzio rotto all’alba del 29 marzo
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Redazione Interno
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Ci sono incidenti che, per la loro natura quasi surreale, riescono a squarciare la cappa di indifferenza con cui una metropoli come Milano spesso avvolge la cronaca quotidiana. E quello avvenuto nelle prime ore del 29 marzo 2026 in viale di Porta Vercellina – un tratto d’asfalto che collega la movida notturna alla quiete residenziale – appartiene a questa categoria di episodi drammatici, capaci di riaccendere un dibattito che sembrava sopito, quello sulla convivenza tra auto ad altissime prestazioni e strade urbane pensate per ben altri ritmi. Protagonista della tragedia, una Porsche 718 Spyder RS, bolide da oltre 500 cavalli che non è solo un’ammiraglia del lusso tedesco ma una vera e propria bestia meccanica, la cui potenza, in mani inesperte o semplicemente troppo audaci, si trasforma in un’arma contro se stessi e contro il contesto urbano. Tre i giovani coinvolti, seppur con ruoli diversi, ma è la figura di Lorenzo Mattia Persiani, ventunenne alla guida, a emergere dai rilievi come il baricentro umano di questo schianto.
L’ultima curva, il cordolo traditore e la carambola nel parterre
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, un lavoro certosino che si sta concentrando sulle tracce di frenata e sugli angoli d’impatto, non risulterebbe il coinvolgimento di altre vetture in movimento. Il dramma sarebbe nato interamente dall’errore di chi era al volante. Persiani, uscito da una discoteca (le cui generalità non sono state rese note, come spesso accade in queste fasi istruttorie), avrebbe perso il controllo della sua vettura proprio al termine della curva che da viale Papiniano, attraverso piazzale Aquileia, immette nel rettilineo di viale di Porta Vercellina. Un punto preciso, quello, dove la geometria della strada gioca un brutto scherzo a chi arriva col baricentro basso e l’adrenalina ancora a mille. Le ruote posteriori della Porsche, probabilmente sollecitate da un’accelerazione troppo brusca in uscita, hanno prima accarezzato e poi violentemente colpito il cordolo interno del marciapiedi. Da quel momento, la fisica ha preso il sopravvento: la vettura, ormai impossibile da raddrizzare, ha iniziato la sua corsa folle, toccando – quasi come un flipper umano – le auto in sosta, alcuni paletti d’acciaio della segnaletica, prima di attraversare l’intera carreggiata opposta. Un ultimo testacoda, quasi coreografico nella sua inutilità, e l’impatto finale contro il parterre alberato centrale, che ha fermato ciò che ormai era solo un cumulo di lamiera e silicio.
La doppia vita di un ragazzo che la velocità l’aveva già tradito
Lorenzo Mattia Persiani, classe 2005 (se facciamo due conti rapidi), non era certo un principiante davanti a un volante. Anzi, chi lo conosceva racconta di una passione viscerale per la velocità, coltivata fin dall’adolescenza con corsi di guida specifici e persino esperienze sui kartodromi, dove la pista impone regole che la strada pubblica, ahinoi, non conosce. Eppure, quella stessa passione lo aveva già messo alla prova in passato. Negli ultimi tempi, fonti vicine all’ambiente giovanile del ragazzo (e qui ci muoviamo con la cautela che un cronista deve avere) riferiscono di almeno due incidenti precedenti, entrambi senza conseguenze fisiche per lui. Incidenti “minori” – se così si possono definire – che però non avevano sortito l’effetto di un campanello d’allarme. Anzi, forse avevano alimentato quella sensazione di invincibilità che spesso accompagna i ventunenni a bordo di un bolide che non ti appartiene nemmeno del tutto. Perché, ed è un dettaglio che pesa come un macigno nelle indagini, la Porsche 718 Spyder RS non era sua. L’aveva presa di nascosto dal patrigno, sottraendola senza permesso, forse per concedersi un’uscita notturna che aveva il sapore della trasgressione oltre che dell’ebbrezza meccanica.
Il ricovero, l’intervento chirurgico e il silenzio delle indagini
Dello schianto, a essere piombato nel più totale silenzio, è stato proprio il conducente. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Milano, Lorenzo Mattia Persiani è stato sottoposto a un intervento chirurgico nella mattinata di domenica, una procedura lunga e complessa che ha tenuto i chirurghi al lavoro per ore. Le sue condizioni, al momento della stesura di questo articolo, restano gravissime: la parola “lotta per la vita” non è un’iperbole giornalistica, in questo caso, ma la cruda realtà clinica. Gli altri due ragazzi che erano con lui (passeggeri? testimoni? Non è ancora chiaro il loro ruolo esatto a bordo o all’esterno del veicolo) sono invece stati ascoltati dagli agenti della polizia locale, che hanno già acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Quei frame, al momento ancora al vaglio degli esperti, potranno confermare o smentire l’ipotesi principale: una velocità nettamente superiore ai limiti consentiti, abbinata a una sottovalutazione della potenza del motore. Quella Porsche, quando si schianta contro quattro auto in sosta, non fa rumore: produce solo conseguenze.




