Riforma del salario minimo: la proposta del governo
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Redazione Interno
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La maggioranza ha presentato un emendamento che riscrive la proposta di legge dell'opposizione sul salario minimo. L'obiettivo è assicurare ai lavoratori trattamenti retributivi giusti ed equi, contrastare il lavoro sottopagato e il dumping contrattuale, e stimolare il rinnovo dei contratti collettivi.
Il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha criticato l'emendamento, parlando di "Parlamento umiliato" e del ritorno delle "gabbie salariali". Walter Rizzetto, presidente della commissione, ha difeso la proposta del governo, sostenendo che la contrattazione collettiva dovrebbe stabilire il salario minimo, non la politica.
La proposta del governo prevede due deleghe: una sull’equa retribuzione e l’altra sui controlli contro i contratti pirata. Questa contro-proposta del centrodestra, presentata attraverso un emendamento in due articoli, sopprime tutta la proposta unitaria del centrosinistra a prima firma di Giuseppe Conte, che prevedeva invece la soglia minima di 9 euro lordi l’ora introdotta per legge.
La prima parte della delega, che dovrebbe essere attuata entro 6 mesi dall’approvazione del testo attraverso decreti legislativi, mira a “garantire a ogni lavoratore e lavoratrice una retribuzione equa e sufficiente” nel rispetto dell’articolo 36 della Costituzione




