Bergamini, indagato Roberto Internò per concorso nell’omicidio del calciatore

Bergamini, indagato Roberto Internò per concorso nell’omicidio del calciatore
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberto Internò è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso nell’omicidio di Donato “Denis” Bergamini, il centrocampista del Cosenza morto il 18 novembre 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico. La Procura di Castrovillari ha notificato al 65enne un avviso di conclusione delle indagini preliminari, aprendo un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla morte del calciatore, già al centro di un procedimento giudiziario nei confronti di Isabella Internò, ex fidanzata della vittima.

La nuova contestazione della Procura di Castrovillari

L’accusa ipotizzata nei confronti di Roberto Internò è quella di concorso in omicidio volontario aggravato. Secondo la ricostruzione della Procura, il cugino di Isabella Internò avrebbe partecipato al delitto insieme alla donna e al padre di lei, Franco Internò, nel frattempo deceduto. Il provvedimento notificato dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza arriva dopo le indagini condotte dal Nucleo investigativo e individua una possibile responsabilità all’interno della cerchia familiare dell’ex fidanzata del calciatore.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Bergamini sarebbe stato prima reso incapace di difendersi e successivamente ucciso attraverso un’asfissia meccanica, prima che il corpo venisse collocato sulla carreggiata per simulare un investimento. La ricostruzione dell’accusa sostiene quindi che la morte non sarebbe stata provocata dall’impatto con il camion, ma da un’azione precedente alla presenza del corpo sulla strada.

Il lungo percorso giudiziario sulla morte di Denis Bergamini

La vicenda giudiziaria nasce da un decesso inizialmente archiviato come suicidio, ma negli anni successivi nuove indagini hanno portato alla riapertura del caso. Gli accertamenti successivi hanno messo in discussione la prima ricostruzione dei fatti e hanno portato al processo contro Isabella Internò, accusata di omicidio volontario in concorso con altre persone. La Corte d’Assise di Cosenza ha condannato l’ex fidanzata del calciatore a 16 anni di reclusione nel 2024.

Nel procedimento precedente i magistrati avevano contestato a Isabella Internò di aver agito insieme ad altre persone inizialmente rimaste non identificate. La posizione di Roberto Internò era già stata oggetto di attenzione investigativa dopo la trasmissione degli atti alla Procura disposta dalla Corte d’Assise di Cosenza al termine del processo di primo grado. L’attuale iscrizione rappresenta l’evoluzione di quel filone di accertamenti.

Le conseguenze sul procedimento ancora aperto

Isabella Internò è attualmente coinvolta nel giudizio di appello dopo la condanna di primo grado. La sentenza di secondo grado era indicata per il 17 novembre, mentre il nuovo procedimento riguarda la posizione di Roberto Internò e dovrà seguire il proprio percorso giudiziario.

Nel provvedimento della Procura viene indicato anche il ruolo attribuito al padre di Isabella Internò, Franco, la cui posizione non potrà però svilupparsi in sede processuale a causa della sua morte. Gli investigatori hanno ricostruito l’ipotesi di un’azione coordinata tra più persone, collegando il nuovo indagato alla ricostruzione accusatoria già emersa nel processo concluso con la condanna di primo grado.

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