Inter, tra infortuni e strascichi polemici: la difesa si fa in tre per Chivu
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Redazione Sport
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L’infermeria, si sa, non rispetta né le gerarchie né i momenti di forma, e all’Inter – reduce da una sosta che aveva lasciato ben sette giocatori tra gli impegni delle rispettive nazionali – se ne sta offrendo una prova lampante. Fino a pochi giorni fa, Yann Aurel Bisseck rappresentava il baluardo più affidabile del pacchetto arretrato nerazzurro: nessuna convocazione in nazionale da gestire, nessun viaggio transcontinentale, soltanto un lavoro silenzioso e meticoloso ad Appiano Gentile, dove l’attenzione dell’allenatore Cristian Chivu si concentrava proprio su di lui. Praticamente un intoccabile. E invece, ecco la svolta amara: un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra, maturato nel corso di una seduta d’allenamento, lo ha costretto a fermarsi. L’esito, per il momento, è chiaro: niente trasferta a Roma, e con ogni probabilità neppure la sfida casalinga contro il Como di Fabregas sarà nella sua disponibilità.
Una frecciata social a distanza, e il ricordo di un rigore negato
La situazione, già complicata sul piano fisico, ha assunto una piega quasi grottesca quando, subito dopo il pesante successo dell’Inter sulla Roma, Bisseck ha scelto i social per farsi sentire. Assente per infortunio, il centrale tedesco ha postato un messaggio lapidario – “Ora godo io” – che molti hanno letto come una frecciata diretta al difensore avversario Ndicka. Lo sfogo, in apparenza criptico, affonda le radici in un episodio ben preciso: un anno fa, sempre al Meazza, l’arbitro Fabbri non concesse un calcio di rigore ai nerazzurri per una trattenuta – piuttosto netta, a giudizio di molti – proprio di Ndicka su Bisseck. Quel contatto in area, avvenuto nella sfida di fine aprile, scatenò polemiche immediate, alimentate anche dal contesto: l’Inter arrivava da una sconfitta a Bologna e perse anche quella partita per 0-1, gettando ombre lunghe sulla gestione arbitrale. Ora, a distanza di mesi, il giocatore tedesco ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, seppur dalla tribuna.
L’emergenza numerica: Carlos squalificato, Bastoni chiamato a fare quadrato
Se Bisseck è ko, non va meglio per quanto riguarda le altre alternative. Carlos Augusto è infatti squalificato, un’assenza che si somma a quella del tedesco e che riduce drasticamente le rotazioni difensive a disposizione di Chivu. L’allenatore, che si appresta ad affrontare una Roma guidata da Gasperini – una squadra affamata di punti per la corsa alla Champions League – deve quindi fare i conti con un reparto ridotto all’osso. E qui entra in gioco il nome di Alessandro Bastoni, chiamato a rispondere presente con una continuità che finora, tra impegni in nazionale e un minutaggio altalenante, non sempre ha potuto garantire. Senza Bisseck e senza Carlos Augusto, il margine di errore si assottiglia, e la scelta tra Acerbi e De Vrij per completare il terzetto centrale diventa una decisione quasi obbligata, più che una valutazione tecnica.
Scelte forzate e la pressione di una partita che non ammette distrazioni
Archiviata la delusione per il Mondiale – che pure ha visto diversi nerazzurri in prima linea con le proprie rappresentative – il campionato riprende con un test immediato di grande intensità. La Roma, in questo contesto, rappresenta un avversario scomodo: vogliosa di riscatto e abituata a non lasciare spazi. Chivu dovrà quindi operare una sorta di miagino tattico, spostando eventuali pedine o ripensando gli equilibri di copertura. Ciò che appare certo, per ora, è che l’emergenza difensiva non potrà essere risolta con semplici cambi di modulo, bensì con una gestione attenta dei carichi e, forse, con qualche sacrificio in fase di costruzione dal basso. La notizia, insomma, è che l’Inter scende in campo con un’arma spuntata nel reparto che, statisticamente, le aveva garantito maggiore solidità. E in una partita come quella contro i giallorossi, ogni assenza pesa come un macigno.




