Nessuna rivalutazione delle pensioni per chi è all'estero
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Redazione Economia
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Per i pensionati italiani residenti all'estero, l'anno prossimo non ci sarà alcun incremento dell'assegno pensionistico. La legge di bilancio, infatti, non prevede la rivalutazione per tenere il passo con l'inflazione, a meno che non si tratti di assegni fino al trattamento minimo. Questo significa che, in via eccezionale, solo le pensioni più basse potranno beneficiare di un aumento.
Per tutti gli altri pensionati, a partire dal 2025, terminerà il meccanismo in vigore quest'anno, che era articolato su sei livelli. Questo sistema prevedeva rivalutazioni dal 100% per le pensioni più basse fino al 22% dell'inflazione per quelle superiori a dieci volte la minima. Tuttavia, la nuova manovra prevede un aumento minimo per le pensioni più basse, con un incremento di soli tre euro al mese a partire da gennaio 2025. Senza questo intervento, gli assegni sarebbero diminuiti rispetto agli importi attuali, ma il rialzo è comunque inferiore alle aspettative.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la Manovra 2025, che ora passerà alle due aule del Parlamento per la discussione e la votazione entro Natale. Dal 28 ottobre, con un leggero ritardo rispetto al calendario del governo Meloni, i 144 articoli della finanziaria saranno esaminati nelle commissioni Bilancio, che potranno emendarli fino al 10 novembre. I relatori di maggioranza saranno Ylenja Lucaselli (Fratelli d'Italia), Mauro D'Attis (Forza Italia) e Silvana Comaroli (Lega).
Buone notizie, invece, per molti pensionati che potranno beneficiare di un aumento progressivo dell'importo della pensione fino a gennaio 2025. Questo incremento, seppur modesto, rappresenta un passo avanti per migliorare la situazione economica di molti anziani.




