One Piece 2 si avvicina, Milano si trasforma e Netflix anticipa l’arrivo di Brook

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’attesa per il ritorno di Cappello di Paglia e della sua ciurma sta per terminare, e la macchina promozionale di Netflix, come è facile immaginare, ha ormai raggiunto il suo regime massimo. La seconda stagione del live-action tratto dall’immortale manga di Eiichiro Oda, che porterà il Titolo “One Piece: Verso la Rotta Maggiore”, sarà disponibile sulla piattaforma a partire dal 10 marzo 2026, e per l’occasione il capoluogo lombardo si è trasformato in un set a cielo aperto capace di catapultare i fan direttamente nell’immaginario della serie.

Camminando tra piazza Gae Aulenti, dove fino all’8 marzo è stata allestita un’installazione che ricorda la temibile Reverse Mountain – quel passaggio obbligato per chiunque voglia osare l’ingresso nella Rotta Maggiore – e piazza Missori, una voragine ha incuriosito i passanti, chiara citazione visiva degli scenari estremi che attendono Monkey D. Luffy e i suoi compagni. Non si tratta, beninteso, di semplici elementi decorativi, bensì di un vero e proprio tentativo di rendere tangibile quel salto narrativo che la serie stessa si appresta a compiere, portando lo spettatore oltre i confini del Mare Orientale esplorato nella prima stagione. E se i pirati di East Blue avevano dovuto vedersela con nemici temibili come Arlong o il capitano Kuro, il viaggio che sta per iniziare promette pericoli di natura del tutto differente, con l’introduzione – confermata dallo stesso Oda in una nota diffusa in queste ore – di creature maestose e razze leggendarie come quella dei giganti, la cui resa visiva, complice un utilizzo massiccio e speriamo maturo degli effetti speciali, rappresenterà una delle sfide produttive più ardue.

Un adattamento che gioca d’anticipo, tra giganti e musicisti scheletrici

Se il primo ciclo di episodi, uscito il 31 agosto 2023, aveva dovuto convincere un pubblico vasto e spesso scettico riguardo alla possibilità di trasporre fedelmente le avventure di Rufy, il secondo capitolo sembra voler ampliare il raggio d’azione, introducendo elementi che nel manga originale vengono sviluppati più avanti. I materiali promozionali diffusi nelle ultime settimane, a partire dal poster ufficiale, hanno già svelato che l’approdo a Little Garden sarà uno dei momenti centrali: l’isola preistorica dove i pirati di Cappello di Paglia incroceranno la rotta dei giganti guerrieri Dorry e Brogy, interpretati rispettivamente da Werner Coetser e Brendan Murray, due figure la cui stazza e la cui presenza scenica richiederanno un certosino lavoro di post-produzione per rendere credibile l’interazione con i normali umani della ciurma.

Ma la sorpresa più gustosa, per gli appassionati di lungo corso, riguarda un personaggio amatissimo la cui comparsa nella trama originale avviene in uno stadio molto più avanzato della storia. Netfix, infatti, ha confermato che Brook, il musicista scheletro divenuto poi membro dei Pirati di Cappello di Paglia, farà la sua apparizione già in questa seconda stagione. Sebbene non sia chiaro se lo vedremo nella sua inconfondibile forma ossea o se si tratterà di un cameo in flashback, magari legato alla sua vita precedente come membro dei Pirati Rumbar – il cui Jolly Roger, un teschio affiancato da un violino, è stato notato dai fan più attenti nelle grafiche dei titoli degli episodi – la notizia ha già fatto il giro del web. La scelta, che potrebbe sembrare azzardata ai puristi, ha in realtà una sua logica narrativa se collegata alla presenza di Laboon, la balena gigante che attende alla Reverse Mountain e il cui legame con Brook rappresenta una delle storie più commoventi dell'intera saga.

La macchina promozionale si riscalda in tredici città

Non solo Milano, però, perché l’operazione di lancio della serie ha assunto i contorni di un tour mondiale che toccherà tredici metropoli, da Città del Messico a Los Angeles, da Tokyo a Parigi, per concludersi in Sudamerica e in Asia. L’evento milanese, ospitato dal 6 all’8 marzo, rappresenta quindi una tappa di un percorso ben più ampio, pensato per accompagnare i fan fino al giorno del debutto, quando la ciurma salperà definitivamente alla volta di un tratto di mare che, come suggerisce il titolo, è leggendario proprio perché nessuno, o quasi, è mai riuscito a percorrerlo e a farne ritorno.

E mentre gli showrunner Ian Stokes e Joe Tracz lavorano ai dettagli di una produzione che coinvolge, tra gli altri, lo stesso Eiichiro Oda in veste di produttore esecutivo, i riflettori restano puntati sul cast principale: Iñaki Godoy, che veste i panni di Luffy con una verve che ha conquistato anche i detrattori del progetto, Mackenyu nel ruolo di Zoro, Emily Rudd, Jacob Romero Gibson e Taz Skylar, pronti a tornare nei panni di Nami, Usop e Sanji. La sfida, per loro come per la regia, sarà mantenere quella chimica che aveva rappresentato il punto di forza della prima stagione, calandola però in un contesto narrativo più ampio e, inevitabilmente, più complesso.

L’ombra lunga della Rotta Maggiore

Con l’ingresso nella Rotta Maggiore, infatti, non cambia solo la geografia delle avventure, ma anche la posta in gioco. I nemici non saranno più pirati di provincia o ufficiali corrotti della Marina, ma figure il cui potere e la cui influenza si estendono su interi continenti. E se il primo ciclo di episodi aveva gettato le basi per i conflitti futuri – si pensi al ruolo sempre più centrale di Monkey D. Garp, interpretato da Vincent Regan, o alle mire espansionistiche di organizzazioni criminali come Baroque Works – la seconda stagione dovrà iniziare a dipanare una matassa narrativa che nel manga originale si sviluppa per centinaia di capitoli.

I fan, quelli che hanno riempito piazza Gae Aulenti in questi giorni per farsi immortalare accanto alle installazioni, sanno bene che l’arrivo del 10 marzo non rappresenta un punto di arrivo, ma piuttosto un nuovo inizio. Perché la vera prova, per un adattamento live-action che ha già dimostrato di poter funzionare, sarà riuscire a mantenere la barra dritta in un mare in tempesta, dove ogni onda potrebbe nascondere una minaccia in grado di mandare in pezzi anche la nave meglio costruita. E se Brook è davvero in arrivo, allora vuol dire che la produzione ha già le idee chiare su come gestire il lungo viaggio che attende la ciurma più pazza dei sette mari.

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