Cagliari-Torino, l’addio di Pavoletti emoziona l’Unipol Domus
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Redazione Sport
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Cagliari-Torino ha segnato l’ultima serata di Leonardo Pavoletti in rossoblù all’Unipol Domus, chiusa con la vittoria per 2-1 che ha consegnato la salvezza alla squadra sarda. L’attaccante ha vissuto una notte carica di emozioni tra l’omaggio del prepartita, il tributo finale dei tifosi e le parole pronunciate davanti allo stadio. In sala stampa ha raccontato il peso del momento e il legame costruito in nove anni con il pubblico cagliaritano. «Adesso mi aspettano fuori dallo stadio per festeggiare», ha detto sorridendo, subito dopo una partita che ha avuto il sapore della chiusura di un lungo percorso.
Pavoletti ha ripercorso alcune delle immagini più forti della sua esperienza al Cagliari, ricordando le partite che considera impossibili da dimenticare. Dalla rimonta contro il Frosinone ad altri momenti decisivi vissuti con la maglia rossoblù, l’attaccante ha parlato di emozioni che porterà con sé anche fuori dal campo. Ha spiegato quanto sia stato difficile affrontare gli anni segnati dagli infortuni e dal minor spazio in squadra, sottolineando però di aver sempre sentito vicino l’affetto della tifoseria. «Mi avete visto sempre sorridente, ma oggi non è facile», ha detto rivolgendosi ai sostenitori, ringraziando la squadra per la salvezza raggiunta e il pubblico per il sostegno ricevuto nei periodi più complicati.
L’omaggio dei tifosi e il saluto dopo nove anni
Al termine di Cagliari-Torino, Pavoletti ha salutato il pubblico con un discorso direttamente sul terreno dell’Unipol Domus. Ha definito la sua esperienza in Sardegna «un’avventura bellissima», spiegando quanto fosse importante chiudere il percorso «dignitosamente». L’attaccante ha ammesso che parlare davanti a tutto lo stadio non sia stato semplice, ma ha anche raccontato di aver vissuto quel momento come qualcosa di speciale. Nel suo intervento ha ringraziato non solo i tifosi, ma «un popolo, un’intera regione», ribadendo il rapporto costruito nel tempo con l’ambiente rossoblù. Il riferimento all’affetto ricevuto anche nei momenti più difficili è stato uno dei passaggi più sentiti della serata.
Tra le immagini richiamate da Pavoletti è tornato anche il ricordo della rete segnata a Bari, episodio che l’attaccante continua a riguardare con stupore. «Riguardo il gol e non capisco come abbia spolverato le spalle in quel momento», ha raccontato, ricordando la tensione vissuta in quella partita e la paura di non riuscire a centrare la promozione. Le sue parole hanno riportato al centro uno dei momenti simbolo della sua esperienza al Cagliari, in una serata già carica di significati per il saluto definitivo ai tifosi.
Il futuro e i dubbi sulle condizioni fisiche
Nel post partita Pavoletti ha parlato anche del futuro, lasciando aperta la possibilità di un ruolo all’interno del club. «Sarei un bugiardo a dire che non ci ho fatto la bocca», ha spiegato rispondendo a chi gli chiedeva di un possibile incarico immediato nel Cagliari. Allo stesso tempo, l’attaccante ha fatto riferimento alle condizioni del ginocchio, definendole poco incoraggianti. Un tema che accompagna gli ultimi anni della sua carriera e che ha inciso sul suo impiego in campo, senza però cancellare il legame costruito con l’ambiente rossoblù.
La serata contro il Torino si è così trasformata in un lungo tributo a uno dei giocatori più rappresentativi del recente percorso del Cagliari. Dall’omaggio iniziale ai cori finali, passando per la salvezza conquistata sul campo, ogni momento ha accompagnato il saluto di Pavoletti dopo nove stagioni in Sardegna. Le sue parole hanno riportato al centro non solo i risultati raggiunti, ma soprattutto il rapporto con tifosi e squadra, costruito attraverso vittorie, difficoltà e partite rimaste nella memoria del pubblico rossoblù.




