BigMama porta la sua lotta contro il bullismo all'Onu
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Redazione Cultura e Spettacolo
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BigMama, la rapper di 23 anni che ha recentemente conquistato il palco del festival di Sanremo, ha portato la sua battaglia contro il bullismo e il body shaming all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Parlando davanti a una platea internazionale di 2.000 ragazzi tra i 16 e i 17 anni, ha condiviso la sua esperienza personale e ha incoraggiato i giovani a credere nei propri sogni.
Un messaggio potente
BigMama ha raccontato di come le sia stato fatto credere per tutta la vita di non essere abbastanza, di essere completamente sbagliata. Ha parlato di come sia stata valutata per il suo fisico, prima ancora di potersi far conoscere. Ha condiviso la sua esperienza di bullismo e body shaming, sottolineando come le sia stato fatto credere di essere sbagliata perché una persona grassa, nell'immaginario degli altri, è una persona che non ha voglia di migliorare.
Da Sanremo all'Onu
Dopo la sua performance a Sanremo con il brano "La rabbia non ti basta", BigMama ha deciso di utilizzare la sua notorietà per combattere il bullismo e il body shaming. Ha parlato a più di mille giovani delegati, tra gli oltre duemilacinquecento che partecipano alla tre giorni di incontri e dibattiti organizzati da United Network Europa, un ente del terzo settore associato al dipartimento di Global Communication delle Nazioni Unite e con status consultivo presso l'Ecosoc, il Consiglio economico, sociale ed educativo dell'Onu.
Un messaggio di speranza
Il messaggio di BigMama è chiaro: credere nei propri sogni può salvare. Nonostante le difficoltà e le sfide, è importante non perdere la fiducia in se stessi. Il suo discorso all'Onu è un potente promemoria che ognuno di noi ha il diritto di sentirsi accettato e amato per quello che è, indipendentemente dal suo aspetto fisico.




