Il Parlamento europeo vota per l'inclusione dell'aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell'Ue
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Redazione Interno
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Il Parlamento europeo ha compiuto un passo significativo, sebbene potenzialmente simbolico, votando a favore dell'inclusione del diritto all'aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La decisione è stata presa il 11 aprile, con 336 voti a favore, 163 contrari e 39 astensioni.
Un voto simbolico
Nonostante l'approvazione dell'Eurocamera, una modifica alla Carta richiede il voto favorevole di tutti i 27 Stati membri. Pertanto, questa decisione potrebbe rimanere puramente simbolica. Tuttavia, il voto rappresenta un riconoscimento dell'aborto come diritto fondamentale da parte del Parlamento europeo.
Critiche e controversie
La risoluzione ha suscitato critiche. Baldassarre, membro della Lega, ha espresso il suo sconcerto per l'approvazione della risoluzione, sostenendo che viola il principio di sussidiarietà e l'obiezione di coscienza. Ha inoltre sottolineato che la questione dell'aborto non può essere semplificata in un dibattito "aborto sì" o "aborto no".
Implicazioni per gli Stati membri
La risoluzione interferisce con la competenza esclusiva degli Stati membri in materia di aborto, definendo quest'ultimo come un diritto fondamentale. Questo va contro la stessa Carta dei Diritti Fondamentali nell'UE, che afferma che "la presente Carta non introduce competenze nuove o compiti nuovi per la Comunità e per l'Unione, né modifica le competenze e i compiti definiti dai trattati".
Prossimi passi
Nonostante la risoluzione non sia vincolante, gli eurodeputati chiedono una modifica della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue con l’inclusione del diritto all’aborto. Per modificare la Carta, tuttavia, serve l’accordo unanime di tutti e 27 gli stati comunitari. Il futuro di questa proposta rimane quindi incerto.




