Real Madrid-Bayern, l’obiettivo si chiama solo coppa: per Arbeloa è già una finale prima della finale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La musica della Champions League risuona nuovamente sul prato del Santiago Bernabéu, e per le due contendenti, il Real Madrid e il Bayern Monaco, questa non è affatto una semplice pratica di routine verso la semifinale. Se si esclude il valore intrinseco della competizione – che da sola basterebbe a infiammare gli animi – c’è una ragione ancora più stringente che spinge spagnoli e tedeschi a considerare questo doppio confronto come l’unico, vero obiettivo stagionale. Le due corazzate, che da anni dominano il panorama calcistico europeo, arrivano all’appuntamento di martedì 7 aprile (calcio d’inizio alle 21) con una consapevolezza quasi liberatoria, ma dettata da due situazioni di classifica diametralmente opposte. Da un lato, i bavaresi, forti di un vantaggio considerevole in Bundesliga che li mette al riparo dagli assalti del Borussia Dortmund, possono gestire le energie con la tranquillità di chi ha già in tasca la certezza matematica del titolo nazionale. Dall’altro, le merengues di Arbeloa vivono una condizione molto più nervosa: il crollo interno patito contro il Maiorca, un ko che ha lasciato il segno nella corsa alla Liga, le ha praticamente estromesse dalla lotta per il primato, vista la distanza siderale dalla vetta occupata dal Barcellona.

Ecco quindi che la coppa dalle grandi orecchie, per il tecnico spagnolo, diventa molto più di un semplice trofeo: è un’ancora di salvezza tecnica e, verosimilmente, personale. Arbeloa, ostentando una fiducia che rasenta la certezza alla vigilia, ha parlato chiaro: il Bayern ci metterà alla prova, ma il Bernabéu è pronto per un’altra grande notte europea. C’è un retrogusto di déjà-vu, come quella recente serata contro il City, che fa pensare che il tecnico punti tutto su questo torneo per salvare una stagione altrimenti avara di soddisfazioni. Sa bene, l’allenatore, che per vincere una partita di questo calibro non basta un singolo episodio fortunato, bensì la perfezione in molteplici aspetti del gioco. La sua rosa, lo ammette lui stesso, è una fortuna per chi siede in panchina, specie quando si parla di un certo Kylian Mbappé, rientrato a pieno ritmo dopo gli impegni con la nazionale. L’asso francese – che per caratteristiche è un’arma diversa rispetto a Brahim Díaz – rappresenta quel “problema” di abbondanza che ogni collezionista di titoli vorrebbe avere.

Le scelte di formazione e il peso specifico delle assenze

Scendendo nel dettaglio tattico, la probabile formazione che Arbeloa schiererà contro i bavaresi sembra ormai definita, basata su un solido 4. Tra i pali spazio a Lunin, protetto da una linea difensiva composta da Carvajal, Rudiger, Hujisen e Francisco Garcia. A centrocampo, il motore affidato a Valverde e Thiago Pitarch, con Tchoumeni e il giovane Arda Guler pronti a raccogliere i rifiuti e a innescare le punte. Davanti, l’imprevedibilità di Vinicius Jr affiancherà proprio Mbappè, un tandem che, sulla carta, rappresenta l’incubo per qualsiasi difesa. Nonostante la qualità in campo, però, la pressione sul club blanco è palpabile; d’altronde, la disfatta contro il Maiorca ha scoperchiato un malcontento che solo un’impresa europea può tacitare.

Dall’altra parte della barricata, il Bayern arriva forte di una rimonta in campionato che ne ha certificato la solidità mentale, come dimostrato nel recupero thrilling contro il Friburgo. Per la compagine tedesca, l’assenza di peso specifico della Liga nel computo delle energie mentali è un lusso che Kompany – tecnico dal carattere aggressivo e votato al possesso palla – non può permettersi di sprecare. Giocare al Bernabeu nell’andata dei quarti è sempre un esame di maturità, ma i bavaresi hanno i mezzi per impensierire la retroguardia madrilena, sfruttando magari la velocità sugli esterni per colpire in ripartenza. Il resto del tabellone dei quarti, va ricordato, offre comunque spunti di altissimo livello: mercoledì 8 aprile toccherà al Barcellona ospitare l’Atletico Madrid e al Paris Saint-Germain, campione in carica, vedersela con il Liverpool.

Il contesto europeo: le altre sfide dei quarti

Mentre i riflettori sono puntati sul duello spagnolo-tedesco, il tabellone di andata propone un altro intrigante incrocio per la serata di martedì, quello tra lo Sporting Lisbona e l’Arsenal. Due partite che, seppur di minore richiamo mediatico rispetto allo scontro tra giganti, potrebbero riservare sorprese in ottica semifinale. Per quanto riguarda la trasmissione, il big match sarà visibile sulle piattaforme a pagamento che detengono i diritti, ma l’attenzione del popolo del calcio resta focalizzata su Madrid. Arbeloa, che forse gioca il posto più caldo della panchina in questo delicato frangente, sa che i suoi devono replicare l’intensità mostrata contro il City e cancellare l’opaca prova di campionato. La coppa, insomma, è diventata per lui molto più di un sogno: è una necessità fisiologica per evitare che una stagione iniziata con ben altre ambizioni si chiuda nel più amaro dei silenzi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.