MotoGP, shakedown a Sepang: Miller in vetta con la Yamaha, Kallio testa la KTM 850cc
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Redazione Sport
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La MotoGP ha ripreso vita sul tracciato di Sepang, dove il frastuono dei motori ha interrotto il silenzio invernale con le prime due giornate di shakedown, riservate ai collaudatori, ai nuovi arrivati e all'unico costruttore nella classe D del sistema di concessioni. Sebbene le moto in circolazione fossero per lo più coperte da livree nere, qualcuna delle quali ha mostrato piccoli aggiornamenti tecnici, l'attività in pista è stata intensa e ha visto alternarsi anche qualche inconveniente meccanico e una caduta, episodi quasi fisiologici in questa fase di rodaggio. L'obiettivo principale di queste sessioni anticipate, che offrono un vantaggio non da poco, è infatti quello di "togliere la ruggine" e raccogliere dati in vista dei test ufficiali di febbraio, quando la pista malese accoglierà l'intera schiera dei piloti titolari. In questo contesto, il lavoro dei collaudatori si è rivelato subito prezioso e centrale, fornendo ai team le prime indicazioni sulle direzioni di sviluppo da intraprendere.
La sorpresa di Mika Kallio e il puzzle delle cilindrate
Tra le presenze che hanno attirato l'attenzione degli addetti ai lavori c'è quella del collaudatore ufficiale Mika Kallio, il quale, pur non essendo un rookie, ha comunque preso parte alle sessioni di shakedown. La sua presenza in pista, considerata insolita da alcuni osservatori, è stata interpretata come un possibile test della nuova KTM da 850cc, motore che il costruttore austriaco è atteso di schierare nella stagione 2026 in risposta al nuovo regolamento tecnico. Questa attività, se confermata, sottolineerebbe l'importanza strategica di queste giornate per sperimentare soluzioni in anteprima, lontano dai riflettori dei test ufficiali, permettendo di affinare pacchetti tecnici che potrebbero rivelarsi decisivi nel prossimo futuro.
Miller stacca tutti, la Yamaha V4 fa il vuoto
La seconda giornata di shakedown ha registrato una performance di rilievo da parte di Jack Miller, il quale, sfruttando la possibilità concessa alla Yamaha di far scendere in pista anche i suoi piloti titolari, ha chiuso in testa alla cronaca con un tempo di 1'57.908. L'australiano del team Prima Pramac Racing, l'unico a scendere sotto la barriera dell'1'58 insieme a Pol Espargaró, ha quindi portato in vetta la nuova M1 V4, staccando il rivale della KTM di appena venticinque millesimi. Questo risultato, seppur ottenuto in una sessione parziale, offre un primo, significativo indizio sulle potenzialità della moto di Iwata, che dopo un 2025 complicato punta a riconquistare competitività attraverso un progetto tecnico radicalmente rinnovato e l'opportunità di test più estesi garantiti dal sistema di concessioni.
Rookies all'opera e il percorso di adattamento
Accanto alle novità tecniche e ai tempi veloci, le giornate malesi hanno rappresentato un banco di prova cruciale per gli esordienti assoluti nella categoria regina, come Toprak Razgatlıoğlu e Diogo Moreira. Per loro, il compito principale non è stato inseguire il cronometro, ma avviare quel meticoloso e necessario processo di adattamento alle moto di MotoGP, macchine notoriamente più potenti e sofisticate rispetto a quelle delle categorie di provenienza. Ogni giro completato, ogni dato analizzato dagli ingegneri, costituisce un tassello fondamentale nel loro percorso di acclimatamento, un cammino che richiede tempo e pazienza prima di poter esprimere il proprio talento in condizioni di reale parità con i piloti più esperti.




