Scontri a Bologna, tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine
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Redazione Interno
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A Bologna, il 9 novembre, si sono verificati scontri tra gruppi di manifestanti e le forze dell'ordine, in un contesto di tensioni politiche e sociali. Gli antagonisti, organizzando una contro-manifestazione per protestare contro un corteo di CasaPound, hanno preso di mira i poliziotti, cercando più volte di aggirare i posti di blocco per arrivare allo scontro con i manifestanti di destra.
Il corteo dell'estrema destra, convocato dopo recenti fatti di sangue nella zona della stazione, ha visto la partecipazione di numerosi sostenitori, mentre il sindaco Matteo Lepore ha espresso pubblicamente la sua contrarietà, criticando il governo per aver inviato un imponente schieramento di forze di polizia. Gli antifascisti, bloccati in via Irnerio, hanno deviato attraverso il parco della Montagnola per raggiungere piazza XX settembre, dove si sono verificati ulteriori scontri.
Il vicepremier Matteo Salvini, in tour elettorale in Umbria, ha attaccato duramente i centri sociali, promettendo di chiedere al ministro dell'interno una ricognizione di tutti i centri sociali occupati abusivamente in Italia, con l'intento di iniziare a sgombrarli uno per uno. Salvini ha definito i manifestanti "delinquenti" e ha dichiarato di voler passare dalle parole ai fatti, dopo gli atti di violenza contro i poliziotti a Bologna e Milano.
La giornata di sabato è stata caratterizzata da tre manifestazioni e un presidio, con tensioni e polemiche politiche a una settimana dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna




