Milano si prepara al caos trasporti venerdì 24 aprile: sciopero Atm di otto ore dalle 8.45 alle 15

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sindacato Confial Trasporti ha proclamato per l’intera giornata di venerdì 24 aprile un’agitazione che, di fatto, paralizzerà per una manciata di ore cruciali la rete di superficie e sotterranea gestita da Atm, l’azienda che storicamente muove la gran parte dei pendolari e dei turisti nel capoluogo lombardo. Il personale viaggiante – dai conducenti di autobus e tram fino ai macchinisti delle cinque linee metropolitane (M1, M2, M3, M4 e M5) – potrà incrociare le braccia a partire dalle 8:45 del mattino, mantenendo lo stop fino alle 15:00 del pomeriggio. La scelta di questa specifica finestra oraria, che esclude l’apertura dei servizi e la tarda serata, è una strategia sindacale collaudata che mira a colpire la fascia di mobilità intermedia, lasciando teoricamente indenni gli ingressi mattutini e i rientri serali, sebbene nella pratica i disagi tendano quasi sempre a sconfinare rispetto agli orari teorici.

La protesta nella settimana del design e i servizi a rischio

Ciò che rende questa mobilitazione particolarmente insidiosa per la viabilità cittadina è la sua perfetta sovrapposizione con la Milano Design Week, evento che ogni anno trasforma il capoluogo in un cantiere a cielo aperto e in una meta irrinunciabile per addetti ai lavori, espositori e semplici appassionati provenienti da ogni angolo del globo. La circolazione, già messa a dura prova dai cantieri e dai flussi pedonali nei distretti del Fuorisalone, rischia così di trasformarsi in un vero e proprio collasso, obbligando molti a cercare soluzioni alternative su gomma o affidandosi ai sempre più congestionati servizi di sharing. Atm, nella nota ufficiale diffusa per rassicurare gli utenti, ha ribadito il concetto che il servizio sarà regolare dall’inizio delle corse fino alle 8.45 e riprenderà normalmente dalle 15 fino alla chiusura dei depositi. Tuttavia, bisogna considerare che lo sciopero coinvolge anche le società collegate come Net, la quale gestisce i trasporti nella zona di Monza e Trezzo sull’Adda: qui gli orari subiscono delle leggere varianti locali, con il personale di Monza che si asterrà dal lavoro dalle 14.50 fino a fine servizio, mentre a Trezzo lo stop seguirà la fascia milanese delle 8.45.00. A queste criticità si aggiunge la sospensione della funicolare Como-Brunate, servizio turistico di pregio che rimarrà bloccato dalle 8.30 alle 16.30, tagliando fuori chi avesse intenzione di raggiungere il borgo panoramico proprio durante le ore più calde della giornata.

Il ventaglio delle rivendicazioni sindacali

Le ragioni che hanno spinto Confial Trasporti a proclamare lo stop, come si legge nel dettaglio della comunicazione aziendale, sono talmente tante e variegate da assomigliare più a un trattato sulle mancanze del settore che a un semplice volantino di protesta. Non si tratta esclusivamente di una questione legata alle buste paga, sebbene il sindacato denunci esplicitamente "aumenti salariali discriminatori ed encomi". Il carico delle contestazioni tocca la sicurezza sul lavoro, le condizioni igieniche dei luoghi di sosta (dove si chiedono spazi dignitosi per le pause brevi e i bisogni fisiologici), la gestione delle ferie e persino la viabilità stradale, con una critica specifica ai "temporizzatori degli impianti semaforici" che spesso mandano in tilt la regolarità delle corse. Interessante notare come tra i punti spicchino questioni abitative e fiscali, come gli "affitti agevolati/calmierati" e la "tassazione agevolata per i nuovi assunti", a dimostrazione di come il disagio dei lavoratori Atm travalichi i confini del rapporto di lavoro per invadere quello, ben più critico, del costo della vita nella metropoli.

Un’agitazione complessa che guarda anche all’accessibilità

Se da un lato le richieste economiche rappresentano il motore classico di ogni vertenza, dall’altro colpisce la determinazione con cui il sindacato ha messo nero su bianco la necessità di abbattere le "barriere architettoniche per disabili". Si tratta di un tema spinoso per Atm, che negli ultimi anni ha investito milioni per rendere accessibili le stazioni più recenti, ma che sconta ancora pesanti ritardi strutturali sulle linee più vetuste. Il personale, insomma, rifiuta di lavorare in un contesto che rende difficile l’assistenza a un’utenza fragile, e lo fa astenendosi dalle mansioni proprio nel giorno di massimo afflusso turistico. I mezzi coinvolti – lo ricordiamo – sono proprio tutti: non solo le gettonatissime metropolitane che collegano Rho Fiera al centro, ma anche i bus e i tram che serpeggiano per i quartieri di Brera, Tortona e Isola. Per l’utenza che si troverà a Milano, l’unica certezza è che nella finestra compresa tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio del 24 aprile, affidarsi alle ruote della metropolitana sarà più un azzardo che una strategia.

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