Settlement Agreement, slittamento a fine luglio. Conti saluta la Roma dopo 53 anni

Settlement Agreement, slittamento a fine luglio. Conti saluta la Roma dopo 53 anni
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mancato rispetto del Settlement Agreement da parte della Roma, con la scadenza del 30 giugno ormai superata, non ha gettato nel panico gli ambienti di Trigoria. E non solo perché la proprietà dei Friedkin si era già detta disposta a pagare una multa stimata tra i 10 e i 15 milioni di euro, ma soprattutto perché da Nyon sarebbe arrivata una comunicazione che ha cambiato le carte in tavola.

Il club, infatti, un paio di settimane fa sarebbe venuto a conoscenza della concreta possibilità di poter rinviare il discorso legato ai parametri finanziari a fine luglio, una finestra temporale concessa dalla UEFA per sopperire alle difficoltà createsi a causa dello svolgimento del Mondiale negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

La proroga e la strategia della Roma

La decisione di non cedere i propri giocatori più rappresentativi a cifre ritenute non congrue, blindando di fatto lo "zoccolo duro" della rosa voluto da Gian Piero Gasperini, ha portato la Roma a sforare i parametri imposti dall'UEFA. Tuttavia, l'organismo di controllo di Nyon avrebbe concesso una proroga fino al 30 luglio per completare le operazioni in uscita valide ai fini delle plusvalenze, senza la necessità di presentare una richiesta formale ma con l'obbligo di informare l'organo preposto.

Questa opportunità, ancora in attesa di ufficialità ma ritenuta concreta, permetterebbe alla dirigenza di lavorare con maggiore serenità sul mercato in entrata, dato che gli acquisti effettuati a luglio ricadrebbero sul bilancio della stagione successiva e non su quello attualmente sotto osservazione.

Per avvicinarsi ai parametri richiesti e ridurre l'entità della sanzione, che potrebbe includere anche una lista europea ridotta da 25 a 22 calciatori, al club basterebbe una sola cessione importante e il principale indiziato a lasciare Trigoria sarebbe Matias Soulé.

Addio a Bruno Conti

Mentre la società guarda con fiducia alla prossima finestra di mercato, il quartier generale di Trigoria è stato teatro di un saluto storico e carico di commozione. Bruno Conti, leggenda vivente del calcio italiano e bandiera giallorossa, ha ufficialmente salutato il club dopo 53 anni di ininterrotto servizio, iniziato nel lontano 1973 quando entrò nelle giovanili per poi diventare protagonista assoluto dello Scudetto del 1983 e del Mondiale vinto in Spagna nel 1982, quello che gli valse il soprannome di "Marazico" da parte di Pelé.

A 71 anni, dopo aver ricoperto ruoli di primo piano come calciatore, allenatore e responsabile del settore giovanile, Conti ha deciso di appendere definitivamente il suo ruolo al chiodo per dedicarsi interamente alla famiglia e alla propria salute, dopo aver superato una recente battaglia contro un tumore ai polmoni.

Un pranzo da leggenda

La giornata di addio, nella data del 1° luglio, è stata idealmente celebrata con un incontro che ha unito storia del calcio e cultura popolare, quando nel centro sportivo "Fulvio Bernardini" si sono ritrovati intorno a un tavolo Bruno Conti e un altro gigante di quella Roma dello Scudetto, Paulo Roberto Falcao. Insieme a loro, a fare da trait d'union tra il campo e il grande schermo, c'era l'attore Lino Banfi, indimenticabile nei panni dell'allenatore Oronzo Canà nel film cult "L'allenatore nel pallone".

Un momento di amarcord e nostalgia che ha idealmente legato la memoria storica del Club al patrimonio artistico nazionale, prima che Conti, con la voce rotta dall'emozione, salutasse definitivamente i dipendenti e svuotasse il suo ufficio. "Penso che a tutto c'è un inizio e a tutto c'è una fine", ha detto il diretto interessato, visibilmente commosso, "ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po' vecchi e voglio godermi veramente un po' la mia salute, mia moglie e la mia famiglia".

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