Il duello a distanza tra le coalizioni e l’effetto Vannacci nei nuovi sondaggi
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Redazione Interno
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Il quadro politico italiano, fotografato dalle ultime rilevazioni demoscopiche, rivela un equilibrio sempre più sottile e frammentato, dove lo spostamento di poche frazioni di punto percentuale ridisegna i confini tra maggioranza e opposizione. A emergere con chiarezza è la divaricazione tra il dato dei singoli partiti, in flessione quasi generalizzata per i grandi contenitori tradizionali, e la dinamica delle coalizioni, che vede il centrodestra comunque in vantaggio ma con il fiato sul collo di un centrosinistra che prova a ricomporsi. Secondo il sondaggio condotto da Emg per la trasmissione Tg3 Linea Notte, diretta da Pierluca Terzulli, se si votasse oggi per le elezioni politiche la somma delle forze di centrodestra – calcolata al netto di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci – si attesterebbe al 45,7%, mentre il centrosinistra, considerato senza Azione di Carlo Calenda, raggiungerebbe il 44,3%. Un gap di appena un punto e mezzo percentuale che, rispetto alle rilevazioni precedenti, si è ulteriormente assottigliato: la coalizione guidata da Giorgia Meloni arretra dello 0,1%, mentre quella che fa capo a Elly Schlein guadagna lo 0,3%.
Il calo dei partiti maggiori e la risalita del Movimento 5 Stelle
Scendendo nel dettaglio delle singole forze politiche, la tendenza che accomuna Fratelli d’Italia e Partito Democratico è quella di una flessione speculare. La creatura politica della premier Meloni, pur restando saldamente il primo partito del paese con una forbice che oscira tra il 27,3% e il 28,8% a seconda dell’istituto di ricerca, perde mezzo punto percentuale, un segnale di arresto dopo una lunga fase di crescita ininterrotta. Allo stesso modo, il Partito Democratico di Elly Schlein subisce un calo della stessa entità, attestandosi intorno al 21,6%; una emorragia di consensi che viene però in parte compensata dall’ottima performance del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. I pentastellati, con un incremento dello 0,6%, raggiungono quota 12,4%, confermandosi come terza forza del panorama politico e fornirebbero un contributo decisivo in ottica di alleanza di centrosinistra, portando il cosiddetto “campo largo” a contendere palmo a palmo la vittoria alla coalizione di governo.
Tra le forze minori, ma sempre più decisive per gli equilibri futuri, spicca la crescita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Il movimento dell’ex generale, nato da una scissione in corso d’opera dalla Lega, continua la sua ascesa raccogliendo consensi soprattutto nell’area della destra più identitaria e tra gli elettori delusi dal Carroccio. Le stime lo danno in aumento di alcuni decimali, portandolo a veleggiare tra il 2% e il 3,2%, un risultato che, se confermato, gli consentirebbe di superare ampiamente lo sbarramento parlamentare e di ritagliarsi uno spazio autonomo, magari determinante per future alleanze post-elettorali. Chi invece arranca è la Lega di Matteo Salvini, che continua a perdere terreno: il partito scivola al 6,5%, mentre Forza Italia di Antonio Tajani mostra maggiore tenuta, pur con un leggero calo allo 8,7%.
Le simulazioni con la nuova legge elettorale e il peso dei centristi
Il sondaggio realizzato da BiDiMedia nel mese di marzo introduce un elemento di complessità aggiuntivo, simulando l’esito del voto qualora venisse applicata la nuova legge elettorale recentemente depositata dalla maggioranza alla Camera. In questo scenario, il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi potrebbe premiare in modo diverso le coalizioni, amplificando il vantaggio di chi riesce a presentarsi unito. Se si guarda alla Supermedia curata da YouTrend per l’Agi, emerge con chiarezza come il perimetro delle alleanze diventi l’ago della bilancia. Senza l’apporto di Azione e Italia Viva, il centrosinistra allargato a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra si fermerebbe al 40,7%, una distanza siderale dal 45,1% del centrodestra. Ma se si includono i partiti di Carlo Calenda e Matteo Renzi, lo schieramento progressista arriverebbe al 44,5%, riducendo il distacco a soli sei decimi di punto e rendendo la competizione apertissima.
All’interno di questo scacchiere, la situazione dei partiti centristi è di segno opposto: mentre Azione perde qualche decimale, scendendo al 3,3%, Italia Viva cala al 2,2% e +Europa resta stabile all’1,6%. Dati che evidenziano la difficoltà dell’area liberal e riformista di trovare una sintesi e una rappresentanza unitaria, capace di competere con i due blocchi principali. Anche Alleanza Verdi-Sinistra, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, consolida il proprio ruolo di alleato indispensabile per il centrosinistra, raggiungendo il 6,7% e guadagnando tre decimali, segno che l’elettorato ecologista e di sinistra radicale premia la chiarezza dell’offerta politica.
I dettagli del sondaggio Emg e le percentuali dei partiti minori
Tornando ai dati puntuali diffusi da Emg per il Tg3, si nota una leggera discrasia nelle percentuali attribuite ai principali partiti, dovuta alle diverse metodologie di campionamento. In questa rilevazione specifica, Fratelli d’Italia è indicato al 27,3%, il Partito Democratico al 21,6% e il Movimento 5 Stelle al 12,1%. Forza Italia si attesterebbe al 9,5%, la Lega al 7,4% e Avs al 5,8%. Per quanto riguarda le formazioni minori, Azione di Carlo Calenda sarebbe al 3,1%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,7% e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 2%, in lieve calo dello 0,1% rispetto alla precedente rilevazione. Un dato, quest’ultimo, che contrasta con le altre rilevazioni che vedono il partito di Vannacci in ascesa, e che testimonia quanto il quadro sia fluido e soggetto a variazioni anche significative in base al campione considerato. Completano il panorama politico +Europa di Riccardo Magi e Noi Moderati di Maurizio Lupi, quest’ultimo in lievissimo progresso all’1,1% secondo la Supermedia YouTrend.




