Tabacchi, dal 14 ottobre scattano i rincari su trinciati, sigari e stick

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da mercoledì 14 ottobre 2026 i listini dei tabacchi cambiano ancora. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunicato un adeguamento dei prezzi al dettaglio che riguarda 13 marche di tabacchi lavorati e 14 prodotti da inalazione senza combustione, con un ritocco uniforme di 20 centesimi. L'intervento non tocca le sigarette tradizionali, risparmiate da questa tornata di aumenti, e si concentra su tre categorie ben definite: il tabacco trinciato, due tipologie di sigari e gli stick destinati ai dispositivi a tabacco riscaldato.

Le marche coinvolte e i nuovi prezzi

Per quanto riguarda i sigari, l'adeguamento riguarda il Verticale Toscano Extravecchio, che arriva a 15 euro, e l'Attimi Toscano Extra Stagionato, fissato a 30 euro. Il capitolo più corposo è però quello dei trinciati, dove compaiono alcuni dei nomi più diffusi tra chi si arrotola le sigarette da sé: Manila e Golden Blend's Virginia salgono a 10,90 euro, mentre Pueblo Classic, Pueblo Burley Blend, Pueblo Blue, Pueblo Pink e le varianti Golden Blend's Virginia nelle confezioni da 30 grammi si attestano a 8,20 euro.

Le confezioni da 70 grammi di Pueblo Classic e Pueblo Blue raggiungono invece 18,80 euro, e Ign Il Gusto Nostrano si ferma a 8 euro. Sul fronte dei prodotti da inalazione senza combustione, gli stick a marchio iD e iSENZIA vengono tutti rideterminati a 4 euro per confezione da 20 pezzi.

Un percorso fiscale già tracciato

Questi ritocchi non arrivano per caso. La legge di bilancio per il 2026, in vigore dall'inizio dell'anno, ha impostato un calendario di aumenti delle accise sui tabacchi che si distribuisce su tre annualità, dal 2026 al 2028. L'importo specifico fisso dell'accisa sulle sigarette è passato a 32 euro per ogni mille unità nel 2026, salirà a 35,50 euro nel 2027 e toccherà quota 38,50 euro dal 2028.

Parallelamente, l'aliquota percentuale sul prezzo di vendita scende dal 49,23 per cento del 2026 al 48,50 per cento nel 2027, fino al 48 per cento dall'anno successivo. Per il tabacco trinciato l'importo minimo dell'accisa è fissato a 161,50 euro al chilogrammo per quest'anno, con un incremento a 165,50 euro nel 2027.

Il conto per chi fuma

Gli aumenti di ottobre rappresentano solo una tappa intermedia. Le stime contenute nella relazione tecnica alla manovra indicano per il 2027 un rincaro medio di circa 25 centesimi a pacchetto sulle sigarette tradizionali, dopo i circa 15 centesimi già assorbiti nel corso del 2026. Il dato è una media, non un valore uguale per ogni marca, perché il prezzo finale viene fissato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla base delle richieste di produttori e importatori.

Per chi mantiene un consumo medio di quattro pacchetti a settimana, l'aggravio annuale stimato si aggira attorno ai 55 euro. Nel 2028 il percorso proseguirà con un ulteriore incremento medio che potrebbe arrivare a 40 centesimi a pacchetto.

Le entrate per lo Stato

Il maggiore gettito atteso dal pacchetto di misure fiscali sui tabacchi è quantificato in 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. La ripartizione annuale prevede 213 milioni per il 2026, 465,8 milioni per il 2027 e 796,9 milioni per il 2028. Si tratta di cifre che accompagnano la rimodulazione delle componenti dell'accisa, tra quota specifica e aliquota proporzionale, e che si riflettono sui listini pubblicati sul portale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, consultabili nella sezione dedicata ai prezzi dei tabacchi.

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