La strage di Erba: la Consulta chiude la porta alla revisione del processo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I giudici della Corte Costituzionale hanno respinto l’ultimo tentativo dei legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi per ottenere una revisione del processo che li ha visti condannati all’ergastolo per la strage di Erba, il massacro in cui persero la vita Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk di soli due anni, Paola Galli e Valeria Cherubini. Le prove, già definite "incontestabili" in appello e ribadite come tali dalla Cassazione, hanno trovato un ulteriore sigillo nella decisione dei supremi giudici, che hanno giudicato infondato il ricorso presentato dalla difesa.

Quella notte dell’11 dicembre 2006, ciò che iniziò come una banale lite condominiale si trasformò in un delitto efferato, con dettagli che emersero in aula e che contribuirono a inchiodare i due coniugi. Le dichiarazioni rese durante gli interrogatori, tra cui la risposta della Bazzi sul motivo per cui fu ucciso il bambino – "Perché piangeva. Urlava così tanto… E mi aumentava il mal di testa…" – furono decisive per i giudici, che le considerarono una conferma delle dinamiche raccontate dall’accusa.

Nonostante le campagne mediatiche portate avanti dai cosiddetti innocentisti, che hanno a lungo sostenuto l’esistenza di errori investigativi e contraddizioni nelle prove, i tribunali di ogni grado hanno sempre respinto queste tesi. La Cassazione, già nel 2021, aveva chiuso ogni spiraglio a un nuovo processo, e ora la Consulta ha posto fine a ogni ulteriore tentativo.

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