Derby Torino-Juve, otto arresti dopo gli scontri fuori dallo stadio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Otto tifosi juventini sono stati arrestati dalla polizia dopo i disordini scoppiati prima del derby Torino-Juve giocato ieri sera nel capoluogo piemontese. Gli arresti sono stati eseguiti nella giornata di lunedì 25 maggio, al termine delle prime attività investigative seguite agli scontri avvenuti nelle ore precedenti alla partita. Tre persone sono state fermate in flagranza, mentre altri cinque arresti sono stati effettuati in flagranza differita grazie all’analisi delle immagini registrate dal drone utilizzato durante i controlli nell’area dello stadio. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e possesso di artifizi pirotecnici durante manifestazioni sportive.

Gli scontri si sono verificati domenica pomeriggio, quando i cortei ultras delle due tifoserie si sono avvicinati nei pressi dello stadio Filadelfia. Secondo quanto emerge dalle indagini, i gruppi avrebbero tentato di entrare in contatto, costringendo le forze dell’ordine a intervenire per evitare un contatto diretto tra le tifoserie. Le tensioni sono aumentate rapidamente e l’area è stata interessata da momenti di forte caos, documentati anche dalle telecamere di videosorveglianza e dalle riprese effettuate dall’alto. L’attività investigativa della polizia si è concentrata proprio sulle immagini raccolte durante gli incidenti, utilizzate per identificare le persone coinvolte nei tafferugli.

Le accuse e i provvedimenti dopo gli scontri

Oltre agli otto arresti, la questura ha disposto anche undici Daspo legati agli episodi avvenuti prima del derby di Torino. I provvedimenti sono arrivati dopo l’analisi delle immagini e delle testimonianze raccolte dagli investigatori nelle ore successive agli scontri. Tra gli elementi contestati figurano il lancio di oggetti pericolosi e il possesso di materiale pirotecnico durante una manifestazione sportiva, oltre agli episodi di resistenza nei confronti degli agenti impegnati nel contenimento dei disordini. La ricostruzione dei fatti si concentra in particolare sui movimenti dei gruppi ultras lungo le strade che conducono all’impianto sportivo e sulle fasi precedenti all’intervento delle forze dell’ordine.

Le immagini registrate dal drone hanno avuto un ruolo centrale nell’identificazione di alcuni dei tifosi arrestati in flagranza differita. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti dei gruppi coinvolti e le fasi più concitate degli scontri, avvenuti quando le due tifoserie si sono avvicinate nella stessa area. La tensione attorno al derby cittadino era già alta nelle ore precedenti alla partita e l’intervento della polizia è stato necessario per impedire un contatto diretto tra i gruppi organizzati presenti nella zona dello stadio. Gli arresti rappresentano il primo risultato dell’attività investigativa avviata subito dopo i disordini.

Il tifoso juventino ferito resta ricoverato alle Molinette

Tra gli episodi avvenuti durante i tafferugli c’è anche il grave ferimento di Marco Leonardo Basoccu, tifoso juventino di 36 anni rimasto coinvolto negli scontri all’esterno dello stadio Filadelfia. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno ripreso il momento in cui l’uomo si accascia a terra tra il fumo dei lacrimogeni durante le tensioni scoppiate nel pomeriggio. Basoccu è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Molinette di Torino, dove si trova in condizioni stabili.

Nella giornata di oggi il padre del tifoso, Pierluigi Basoccu, ha spiegato che non ci sarebbe stato un peggioramento del quadro clinico. “Il fatto che non ci sia stato un peggioramento, è una cosa positiva”, ha dichiarato a LaPresse parlando delle condizioni del figlio ricoverato dopo gli incidenti. La vicenda del tifoso ferito resta uno degli aspetti più delicati emersi dopo il derby Torino-Juve, mentre proseguono gli accertamenti della polizia sui disordini e sulle responsabilità dei partecipanti agli scontri avvenuti nelle ore precedenti alla partita.

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