James Rodriguez all’Avellino, la trattativa che ha scosso la serie B
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Redazione Sport
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Dal Santiago Bernabéu al Partenio-Lombardi, passando per Monaco di Baviera, Liverpool e Manchester: la traiettoria di James Rodriguez, quella che avrebbe dovuto portarlo a scrivere pagine di storia del calcio mondiale, potrebbe invece fare tappa in Irpinia, in quella serie B che già lo scorso anno aveva accolto nomi illustri in cerca di riscatto. Il campione colombiano, in questi giorni, è al centro di una trattativa che il direttore sportivo Mario Aiello ha confermato essere in corso, sebbene ancora in una fase esplorativa e decisamente delicata.
Il retroscena: dalla Spagna alla Campania
La notizia dell'interesse dell'Avellino per il 35enne numero dieci della Colombia, resa nota dal quotidiano spagnolo Marca e ripresa da tutte le redazioni sportive italiane, ha dell'incredibile per molti versi. La società biancoverde, reduce da un avvio di stagione che l'ha vista piazzarsi al quinto posto in classifica e a soli tre lunghezze dalla capolista Palermo, sta cercando di regalare un sogno alla propria tifoseria.
Secondo le ricostruzioni, l'operazione sarebbe partita circa un mese fa per volontà del ds Aiello, che avrebbe prima sondato il terreno tramite intermediari per poi iniziare un dialogo diretto con l'entourage del giocatore, attualmente svincolato dopo l'ultima breve esperienza in MLS con il Minnesota United.
Il ruolo di Nesta e l'aspetto tecnico
Un ruolo da protagonista nella trattativa lo sta giocando il tecnico dell'Avellino, Alessandro Nesta, che avrebbe già avuto diversi colloqui telefonici con il calciatore per illustrargli il progetto tecnico e spingerlo ad accettare la destinazione irpina. Il rapporto di fiducia che si sta creando tra i due, due ex campioni di livello mondiale seppur con carriere diversissime, è considerato uno degli elementi chiave per il buon esito della trattativa.
Per Nesta, che da poco ha iniziato la sua avventura sulla panchina dell'Avellino dopo il suo arrivo ufficiale dello scorso giugno, un colpo del genere rappresenterebbe un manifesto delle ambizioni della famiglia D'Agostino. Rodriguez, dal canto suo, avrebbe manifestato la volontà di trovare una piazza dove giocare con continuità, magari in ottica futura con la propria nazionale, dopo alcuni anni in cui la sua carriera è stata caratterizzata da continui cambi di maglia.
I dettagli economici e l'operazione marketing
Le parti, in questo momento, starebbero lavorando per trovare un'intesa sugli aspetti economici del contratto, la vera e propria variabile che potrebbe far arenare o accelerare l'affare. L'Avellino, che in estate ha già compiuto un sacrificio economico per l'ingaggio di Cheddira, sta valutando la sostenibilità di un'operazione che, al di là del valore tecnico, avrebbe un impatto mediatico e commerciale enorme.
Rodriguez, infatti, non è solo un calciatore: con oltre 50 milioni di follower su Instagram, la sua immagine vale quanto, se non più, il suo piede sinistro. Per il club irpino, che in passato si è distinto per l'acquisto di talenti sudamericani come Juary e Barbadillo, avere un giocatore così globalmente riconosciuto significherebbe proiettare il nome dell'Avellino oltre i confini nazionali.
A testimonianza dell'entusiasmo che circonda la piazza e per convincere lo staff del giocatore, sarebbero stati inviati anche dei video della tifoseria e dell'atmosfera che si respira allo stadio Partenio-Lombardi.
Il contesto: le recenti tappe del "Bandido"
James Rodriguez è una di quelle figure che hanno diviso il mondo del calcio tra chi ne ha sempre esaltato l'immenso talento e chi ne ha criticato la scarsa continuità e la fragilità fisica. La sua esplosione risale al mondiale del 2014, quando con la Colombia incantò il mondo e il Real Madrid lo acquistò dal Monaco per circa 75 milioni di euro. Dopo le esperienze con i Blancos e il Bayern Monaco, la sua carriera ha seguito una parabola discendente, fatta di tappe di un anno in campionati minori o in club di medio cabotaggio.
L'ultima esperienza, a Minnesota, è durata appena sei mesi, con il club che ha deciso di non attivare l'opzione per il rinnovo dopo sole otto presenze e un ingaggio di poco superiore ai 600.000 dollari, una cifra irrisoria per gli standard del calciomercato internazionale.
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