Conti correnti, il 4% promozionale e il conto reale su 10mila euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo anni di rendimenti inchiodati vicino allo zero, il conto corrente torna a mostrare numeri interessanti. Le banche online, in particolare, usano la remunerazione della liquidità come argomento di richiamo per nuovi clienti, e le percentuali di punta arrivano al 4% lordo annuo. La svolta discende dalle decisioni della Banca centrale europea, che nel 2026 ha alzato i tassi in due occasioni: a giugno e il 10 settembre, quando il tasso sui depositi è salito al 2,50% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%, con efficacia dal 16 settembre.

Francoforte ha agito per contenere un’inflazione che nell’eurozona viaggia al 3,8%.

Quanto valgono davvero 10mila euro

Il 4% è sempre un tasso annuo lordo, anche quando la promozione dura soltanto sei mesi. Su 10mila euro lasciati fermi per un semestre significa circa 200 euro di interessi lordi, che dopo la ritenuta del 26% scendono a 148 euro. Se la stessa percentuale viene riconosciuta per dodici mesi interi, gli interessi lordi salgono a 400 euro e quelli netti a 296, prima di eventuali altri oneri. La durata pesa dunque quanto la percentuale, e non è possibile raddoppiare automaticamente il guadagno di un’offerta semestrale per stimare quello di un anno.

A complicare il calcolo interviene anche l’imposta di bollo di 34,20 euro annui, dovuta quando la giacenza media del conto supera i 5mila euro.

Le condizioni dietro il tasso promozionale

BBVA riconosce il 4% lordo annuo sul saldo del conto corrente per i primi sei mesi dall’apertura, fino a 200mila euro, senza obbligo di accreditare lo stipendio o di mantenere un saldo minimo. La promozione vale per chi sottoscrive entro l’11 dicembre 2026, e gli interessi maturano giorno per giorno sul denaro effettivamente presente. ING punta invece su una durata più lunga, dodici mesi, ma chiede l’apertura del conto corrente collegato e un accredito mensile di almeno 1.000 euro tra stipendio, pensione o bonifico: se un mese il versamento salta, dal mese successivo si torna al tasso base e il 4% non viene riattivato. Mediolanum colloca la somma in un deposito a tempo di sei mesi e subordina il rendimento pieno all’ottenimento della qualifica “PrimaBanca” o di un profilo equivalente, raggiungibile soprattutto attraverso l’accredito dello stipendio; in mancanza del requisito, il tasso viene ricalcolato allo 0,05%.

Il peso di tasse, bollo e inflazione

Al netto della ritenuta fiscale, un 4% lordo si traduce in un rendimento del 2,96%. Sottraendo anche il bollo, per un’offerta della durata di dodici mesi il risultato effettivo scende ulteriormente. Il confronto con l’andamento dei prezzi resta impietoso: con l’inflazione al 3,8%, il potere d’acquisto della liquidità parcheggiata sul conto continua a erodersi, sia pure a un ritmo più lento rispetto agli anni a tasso zero. La media italiana dei conti correnti, del resto, è ferma allo 0,20% lordo, e molti sportelli tradizionali non pagano alcun interesse.

La protezione dei depositi resta garantita fino a 100mila euro per correntista e per banca, ma per gli istituti esteri occorre verificare quale fondo di garanzia intervenga e con quali procedure.

Cosa controllare prima di spostare i risparmi

Il foglio informativo va letto prima di tutto per capire cosa accade alla scadenza della promozione. Finiti i sei mesi iniziali, BBVA applica un tasso standard collegato alle condizioni contrattuali, che per il periodo ottobre-dicembre 2026 si attesta allo 0,65% di base e sale fino al 2,25% solo in presenza di requisiti come l’accredito dello stipendio o un saldo medio elevato.

Anche le altre offerte prevedono tetti di giacenza, scadenze e condizioni operative da rispettare, e il rischio di ritrovarsi con un rendimento molto inferiore a quello pubblicizzato è concreto per chi non legge le clausole. Nei conti deposito vincolati, inoltre, il tasso pieno si ottiene spesso solo immobilizzando le somme per dodici mesi o più, e il rimborso anticipato può comportare la perdita o la riduzione degli interessi maturati.

La domanda decisiva, prima di aprire un conto remunerato, non riguarda soltanto quanto renda oggi, ma quanto renderà tra sei o dodici mesi, quando la promozione sarà terminata e il tasso sarà probabilmente sceso.

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