Milan, il mercato estivo passa dai prestiti e dagli incroci con i procuratori
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Redazione Sport
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Il fallimento della nazionale italiana, esclusa per la terza volta consecutiva da un appuntamento Mondiale, ha riacceso i riflettori – e le critiche – sul sistema del pallone nostrano, finendo inevitabilmente per mettere sul banco degli imputati anche gli agenti dei calciatori. Secondo l’ultimo report ufficiale della Figc, nell’anno solare 2025 i procuratori hanno incassato complessivamente 299,6 milioni di euro versati da club di Serie A, B e C, una cifra che segna un incremento di 33 milioni rispetto all’anno precedente, a dimostrazione di quanto il loro ruolo, sempre più centrale nelle dinamiche di mercato (e non solo), incida pesantemente sulle casse delle società. In questo scenario, la dirigenza rossonera, pur dovendo affrontare la volata finale del campionato (con il big match contro il Napoli alle porte) e blindare la qualificazione alla prossima Champions League, continua a tessere le fila del proprio futuro sottotraccia, muovendosi su due binari paralleli: la valorizzazione della rosa attuale e i rapporti consolidati con le agenzie di procura.
I tesori nascosti dei prestiti e il rebus del centrocampo
Tra un paio di mesi, il Milan potrebbe letteralmente tuffarsi in un mare dorato che vale oltre 100 milioni di euro, un tesoretto potenziale che frutterà dalla risoluzione delle situazioni dei giocatori attualmente in prestito. Alcune operazioni sono già state definite e portano firme precise: Alex Jimenez (12 milioni), Alvaro Morata (15 milioni) e Tommaso Pobega (7 milioni) rappresentano le certezze già incassate o in procinto di esserlo. Altre restano in bilico e verranno sciolte solo con la fine della stagione, ma il bottino complessivo – che potrebbe consentire un deciso rilancio estivo – è destinato a crescere. Samuel Chukwueze, ad esempio, rappresenta la voce più sa, mentre le situazioni di Bondo e Musah, verso il ritorno o la cessione definitiva, saranno gestite con attenzione. A questa lista si aggiungono le richieste tecniche del futuro allenatore, con il profilo di Massimiliano Allegri sempre più al centro delle discussioni: come rivelato dal giornalista Michael Cuomo a MilanVibes, “Allegri ha chiesto quattro Rabiot, uno per reparto”. Nomi come Goretzka, Casemiro e Lewandowski, quest’ultimo utile per sopperire a quella carenza di un numero nove che “serve per fare lo step definitivo, perché dove non arriva la mentalità arriva il gol dell’attaccante”, sono tutti profili che idealmente potrebbero mischiarsi con i vari Gila.
Le due agenzie chiave: Base Soccer e GR Sports
L’aspetto forse più strategico, però, riguarda le sinergie operative che il club ha costruito con due agenzie di procura in particolare, con le quali negli ultimi anni ha concluso il maggior numero di affari: la Base Soccer e la GR Sports. Questi legami, che hanno già portato in dote giocatori come Tonali, Camarda, Colombo e Maldini (per quanto riguarda la seconda) o facilitato l’arrivo di Samuele Ricci e la chiusura per Alphadjo Cissè (per la prima), rappresentano ora la chiave di volta per abbattere i costi e velocizzare le trattative estive. Attraverso la Base Soccer, diretta da Busardò, il Milan monitora con insistenza tre profili in particolare: Tiago Gabriel, difensore conteso anche dalle altre big italiane e club stranieri; Raoul Bellanova, tornato prepotentemente di moda anche in ottica liste europee (essendo cresciuto nel vivaio rossonero); e Morten Frendrup, per il quale nelle sessioni passate c’era già stato un interessamento concreto.
Le situazioni aperte e i controriscatti
Dall’altra parte, nella GR Sports di Beppe Riso, si annidano alcune situazioni contrattuali spinose che il Milan dovrà gestire con il bilancino. La posizione di Francesco Camarda al Lecce prevede un diritto di riscatto fissato a 3 milioni da parte dei salentini, ma i rossoneri si sono cautelati inserendo un controriscatto da 4 milioni per riportarlo a Milano. Lorenzo Colombo è formalmente ancora un giocatore del Diavolo: se il Genoa riuscirà a centrare la salvezza scatterà l’obbligo di riscatto fissato a 10 milioni, stessa formula (a condizioni e cifre diverse) applicata per Daniel Maldini, passato alla Lazio a gennaio. Per quest’ultimo, qualora i biancocelesti dovessero qualificarsi a una competizione europea, scatterà l’obbligo di acquisto definitivo pattuito a 14 milioni di euro, chiudendo così un cerchio che permetterà al Milan di reinvestire ogni singolo introito in un mercato che si preannuncia ambizioso.




