Madre e figlia muoiono insieme in un incidente sulla Palermo-Sciacca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella mattinata di venerdì 28 novembre, un violento impatto tra due autovetture sulla statale 624 Palermo-Sciacca, all'altezza del chilometro 8,400 in prossimità dello svincolo di Altofonte, ha stroncato le vite di due donne, legate da un profondo vincolo familiare. La dinamica dello scontro, che le forze dell'ordine stanno ancora analizzando per individuarne le cause precise, appare di una brutalità inaudita, avendo coinvolto frontalmente i due veicoli e lasciando sul posto, oltre alle vite spezzate, un paesaggio di lamiere contorte e soccorsi organizzati in extremis. L'incidente, che ha imposto la chiusura temporanea della arteria stradale per consentire i primi rilievi e il ripristino della viabilità, ha richiamato ancora una volta l'attenzione sulla pericolosità di un tracciato che troppo frequentemente è teatro di simili tragedie.

La dinamica dell'impatto frontale

Angelica Ganci, 78 anni, e sua figlia Saveria Valeria Di Giorgio, di 52, residenti entrambe a Monreale, stavano viaggiando insieme all'interno di una Volkswagen Golf, dirette verso Sciacca, quando la loro vettura, per ragioni non ancora chiarite, ha invaso la corsia opposta finendo per schiantarsi contro un'altra autovettura della stessa marca che procedeva in senso inverso, ovvero verso Palermo. L'urto, di violenza inimmaginabile, non ha lasciato scampo alle due donne, le quali, come riferito dai primi soccorsi giunti sul luogo, avrebbero perso la vita istantaneamente, senza che nulla si potesse fare per loro. Dalle macerie dell'altra autovettura, invece, sono stati estratti, in condizioni critiche, due giovani di diciannove anni originari di San Giuseppe Jato, i quali sono stati trasportati d'urgenza in codice rosso presso due strutture ospedaliere diverse, il Civico e il Policlinico, dove i medici combattono per le loro vite.

Le indagini per fare chiarezza

Sul caso, come di consueto in circostanze così gravi, è immediatamente scattata l'indagine della Polizia Stradale, la quale, coordinandosi con la magistratura, ha avviato una complessa opera di ricostruzione dei fatti. I tecnici sono al lavoro per esaminare ogni minimo dettaglio, dalle tracce di frenata sull'asfalto allo stato meccanico dei veicoli, al fine di comprendere quale sia stata la concatenazione di eventi che ha portato al disastro. Parallelamente, è stata disposta anche una serie di accertamenti di carattere medico-legale, comprendenti sia esami autoptici sulle vittime che indagini tossicologiche, indispensabili per escludere o confermare la presenza di fattori, come malori improvvisi o l'assunzione di sostanze alteranti, che possano avere influito sulla condotta di guida di uno dei due automobilisti.

Il profilo delle vittime

Oltre ai freddi dati della cronaca, emerge con forza il ritratto umano delle due donne scomparse. Saveria Valeria Di Giorgio, che aveva cinquantadue anni, esercitava la professione di infermiera, un mestiere che per sua natura implica dedizione e un costante impegno verso gli altri. La madre, Angelica Ganci, aveva da poco compiuto settantotto anni. Il loro legame, spezzato in un solo, tragico istante, era ulteriormente cementato dalla famiglia che si sono lasciate alle spalle, poiché Saveria era la moglie di un agente della polizia penitenziaria, il quale, insieme al resto dei congiunti, si trova ora a dover affrontare un lutto improvviso e di una crudeltà inaudita.

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