Meteo Weekend: saccatura nord-atlantica, rovesci e tanti guasti temporaleschi da sabato 14 marzo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'alta pressione che nelle scorse settimane ha regalato all'Italia un assaggio anticipato di primavera, con temperature miti e cieli spesso sereni, sta per arrendersi. Le elaborazioni dei centri di calcolo internazionali, ormai concordi nel delineare il quadro generale seppur con qualche fisiologica incertezza sui dettagli, confermano l'irruzione di una saccatura di origine nord-atlantica. Questa profonda ondulazione del flusso perturbato, dopo aver interessato il Regno Unito, si getterà verso il cuore dell'Europa occidentale, innescando la formazione di un minimo di bassa pressione secondario tra la Francia e la Penisola Iberica. Un cambiamento radicale, insomma, che riporterà condizioni di spiccata instabilità, se non di vero e proprio maltempo, su gran parte della Penisola a partire dal finesettimana.
Sabato 14, l'apice del peggioramento con fenomeni diffusi
Sarà la giornata di sabato 14 marzo a risentire in maniera più diretta e violenta dell'arrivo di questa massa d'aria instabile. Se il vortice depressionario, nel suo insieme, tenderà a spostare il proprio fulcro principale verso le latitudini del Nord Africa, la sua estesa circolazione ciclonica avvolgerà comunque l'Italia. Al mattino si potranno già registrare dei fenomeni, con qualche piovasco atteso inizialmente a ridosso dei rilievi alpini occidentali e non si escludono locali disturbi sulla Val Padana e su alcuni settori del basso Tirreno. Sarà però nel corso del pomeriggio che l'atmosfera mostrerà il suo volto più turbolento: l'energia in gioco, unita al contrasto termico creato dall'aria ancora relativamente mite nei bassi strati, costituirà il carburante ideale per lo sviluppo di una diffusa attività convettiva. Ciò si tradurrà, come spesso accade in questi contesti, in rovesci anche intensi e in numerosi guasti temporaleschi, che interesseranno in modo irregolare gran parte del Settentrione e l'intera fascia appenninica, dal Centro fino al Sud. In serata, comunque, è attesa una graduale attenuazione dei fenomeni, sebbene il tempo rimanga in una fase di marcata variabilità, lontana dalla stabilità delle settimane precedenti.
Domenica 15, tregua parziale e occhio alla notte
La domenica si presenterà con un quadro meteorologico generalmente più tranquillo, specialmente al Nord, dove l'allontanamento del minimo verso sud consentirà una parziale rimonta della pressione e maggiori schiarite. Non si tratterà però di una tregua completa e duratura. L'instabilità residua continuerà a farsi sentire lungo la dorsale appenninica, dove durante le ore pomeridiane, complice il riscaldamento diurno, potranno ancora innescarsi dei rovesci; fenomeni questi che potranno estendersi fino ai rilievi della Sicilia, tenendo alta l'attenzione. La quiete, come accennato, sarà piuttosto effimera. Già dalla tarda serata di domenica, infatti, le mappe previsionali indicano l'arrivo di un nuovo e più organizzato vortice ciclonico, il quale, a differenza del precedente, punterà dritto verso il nostro Paese. L'avanzata di questa nuova perturbazione, che andrà a inserirsi nel solco instabile già aperto, comporterà un rapido e deciso peggioramento, con le prime regioni alpine a farne le spese già nel corso della notte, preludio di una giornata di lunedì 16 che si preannuncia ampiamente sotto la pioggia per molte regioni.
Temperature e quota neve, il sapore di un marzo che cambia
Il cambiamento in atto non riguarderà esclusivamente le precipitazioni, ma anche il profilo termico. Le temperature, che avevano raggiunto valori insolitamente miti, subiranno una flessione, riportandosi su livelli più consoni al periodo. Il calo, seppur non drastico come in piene irruzioni invernali, sarà comunque percepibile. Il contrasto tra l'aria fresca in quota e il residuo caldo preesistente sarà proprio uno degli elementi chiave per l'innesco dei temporali previsti. Per quanto concerne la neve, questa tornerà a cadere sulle Alpi, dove i fiocchi potrebbero spingersi localmente fino a quote relativamente basse per il periodo, e lungo l'Appennino centro-settentrionale, seppur a quote più elevate. Un quadro, quello delineato, di una primavera che finalmente si risveglia dal suo torpore anticiclonico, mostrando tutto il suo volto più dinamico e imprevedibile.




