Tommaso Paradiso lancia il microfono a un concerto di Napoli, poi le scuse («colpa del volume»)

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Una serata che avrebbe dovuto scorrere sui binari della leggerezza e dell’energia contagiosa si è invece trasformata, per qualche secondo, in un episodio di nervosismo esplosivo. Tommaso Paradiso, ex frontman dei Thegiornalisti, era sul palco del Palapartenope di Napoli davanti a un pubblico sold out (giovedì 30 aprile) quando, nel pieno dell’esecuzione de “La Luna e la Gatta”, ha interrotto bruscamente il brano. Ha scaraventato a terra il microfono con una violenza tale da gelare l’atmosfera, tanto più inattesa quanto immediata. Il gesto, seppur plateale, non ha avuto conseguenze fisiche per i presenti: l’oggetto è caduto sul palco senza raggiungere le prime file, dove i fan, fino a un istante prima, cantavano a squarciagola.

Uno scatto d’ira o un problema tecnico?

Ciò che poteva sembrare – a uno sguardo superficiale – un intollerabile capriccio da star ha trovato però, a distanza di pochissimi minuti, una spiegazione concreta. Lo stesso Paradiso, ripresosi dalla reazione improvvisa, ha chiesto scusa ai presenti in modo diretto, senza giri di parole né autoassoluzioni retoriche. Il motivo del suo scatto, ha chiarito lui stesso, sarebbe stato tecnico e non emotivo: il volume durante l’esibizione «si spostava da solo», un inconveniente ripetuto che avrebbe vanificato, ai suoi occhi, qualsiasi tentativo di offrire una performance dignitosa. L’artista ha quindi ricucito, almeno verbalmente, il rapporto interrotto con quel pubblico che fino a un secondo prima lo accompagnava a pieni polmoni.

L’accaduto visto dalla cronaca (nera solo nei modi, non nei fatti)

Sebbene l’episodio non appartenga alla cronaca nera in senso stretto – non essendosi registrati né feriti né danni a terzi – la dinamica ha assunto i contorni di un piccolo giallo giudiziario solo in apparenza marginale. Non ci sono denunce né provvedimenti disciplinari, va detto; ma l’interesse degli addetti ai lavori si è concentrato sulla ricostruzione di quei secondi: il lancio del microfono, l’interruzione della canzone, il silenzio sbigottito della platea. Paradiso non ha aspettato la fine del concerto per riparare: si è fermato subito, ha spiegato con parole semplici l’inconveniente del volume «che si spostava da solo» e ha chiesto scusa. Nessun pubblico ufficiale (né procura, né associazioni di consumatori) ha aperto un fascicolo, né sarebbe ipotizzabile sulla base dei soli fatti accaduti.

La ricostruzione degli attimi successivi

L’artista non ha lasciato che l’ombra di quel gesto offuscasse l’intera serata. Anzi – come mostrano alcuni video amatoriali diffusi in rete – ha ripreso il filo del concerto con una consapevolezza diversa, quasi più umana. Le sue scuse, pronunciate a caldo, hanno funzionato da cuscinetto tra la rabbia improvvisa e la voglia di ripartire. Il pubblico, da parte sua, ha accolto la spiegazione senza trasformare l’incidente in un caso nazionale. Nessun lancio di oggetti verso le poltrone, nessun contatto fisico: solo un microfono che ha finito la sua corsa sul palco, tra cavi e monitor. Resta, se mai, una domanda senza risposta nei fatti (perché nessuna inchiesta tecnica è stata resa nota) su quanto il “volume che si sposta da solo” fosse un problema già noto o una sorpresa occorsa proprio durante “La Luna e la Gatta”.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.