Sondaggi politici, il centrodestra frena e il campo largo allunga. Ma Vannacci resta l'ago della bilancia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Gli ultimi rilevamenti della Supermedia Youtrend restituiscono l'immagine di un equilibrio politico sostanzialmente bloccato, ma con un particolare che potrebbe rivelarsi decisivo in vista di future competizioni elettorali. La fotografia scattata tra il 14 e il 27 maggio mostra un testa a testa tra le due principali coalizioni, con il campo largo che sopravanza di un soffio il centrodestra, rispettivamente al 44,9% e al 44,8%.
A movimentare questo scenario, apparentemente statico, è la crescita di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, che guadagna mezzo punto percentuale portandosi al 4% e dimostra di avere un peso specifico che va ben oltre la sua consistenza numerica.
Il dato che sorprende: l'ascesa di Futuro Nazionale
Il dato più rilevante emerso dalla nuova ponderazione è proprio l'incremento di consensi per il movimento fondato da Vannacci. Secondo l'analisi di Youtrend, questa crescita potrebbe essere alimentata dai voti persi da altre forze politiche: la Lega, che scende dello 0,3% attestandosi al 7%, e il Movimento 5 Stelle, che subisce la medesima flessione arrivando al 12,3%.
In questa fase, Fratelli d'Italia resta saldamente il primo partito del Paese con il 28,4%, mentre il Partito Democratico cresce di due decimi di punto, portandosi al 22,2% e riducendo il distacco dalla prima forza politica a 6 punti percentuali. Forza Italia si mantiene stabile all'8,2% e Alleanza Verdi Sinistra guadagna un soffio, arrivando al 6,5%.
L'effetto Vannacci e la corsa solitaria che premia il centrodestra
Uno scenario che, per quanto riguarda la posizione del generale Vannacci, è destinato a pesare in modo determinante sulle scelte future del centrodestra. Secondo un sondaggio realizzato da Antonio Noto per il Giornale, l'eventuale ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di governo produrrebbe un effetto paradossale: azzererebbe il vantaggio del centrodestra sul campo largo, portando entrambi gli schieramenti al 45%.
In questo caso, Fratelli d'Italia subirebbe un calo di due punti percentuali, mentre Forza Italia e Noi Moderati vedrebbero ridursi i propri consensi rispettivamente al 6,5% e allo 0,5%, con la Lega che perderebbe mezzo punto. Una dinamica che spiegherebbe la cautela con cui il centrodestra sta valutando l'ipotesi di un'alleanza strutturata con il generale.
Ad aggravare il quadro, a questa emorragia di voti si aggiungerebbe anche una flessione dell'affluenza alle urne, che dal 61% scenderebbe al 59%. Come sottolinea Noto, una quota di elettori moderati potrebbe preferire l'astensione piuttosto che votare una coalizione in cui la presenza di Vannacci diventasse strutturale. Al contrario, se il generale decidesse di correre da solo, il centrodestra ne trarrebbe un beneficio, salendo al 45,5% e lasciando il centrosinistra al 42%.
Un quadro, quest'ultimo, che lascerebbe intravedere uno scenario diverso, ma che si scontra con l'oggettivo peso che Futuro Nazionale ha già dimostrato di avere sul panorama politico.
L'ago della bilancia per le alleanze future
La fotografia degli equilibri attuali non può prescindere dal ruolo che Futuro Nazionale e Azione giocheranno in vista delle prossime elezioni politiche. La Supermedia Youtrend mostra come un'eventuale alleanza tra il centrodestra e il partito di Vannacci potrebbe portare la coalizione al 48,8%, mentre un accordo tra il campo largo e Azione spingerebbe i progressisti al 47,9%.
Numeri che confermano come i due partiti, al di là delle loro dimensioni relative, possano agire da veri e propri ago della bilancia, determinando il risultato finale di una competizione che si preannuncia estremamente equilibrata. L'elettorato, nel frattempo, sembra muoversi in una logica di protesta e di ricerca di nuove rappresentanze, come dimostra la capacità di Vannacci di intercettare consensi sia dalla Lega che dal Movimento 5 Stelle.
Un fenomeno, quello del generale, che appare destinato a influenzare le dinamiche interne a entrambi gli schieramenti, con la Lega che, come dimostra il recente calo, sembra aver pagato a caro prezzo la competizione con Vannacci, mentre il Movimento 5 Stelle continua a perdere terreno verso le forze che si collocano al di fuori degli schemi tradizionali. Una partita, quella delle alleanze, che si giocherà sui numeri e sulla capacità di ciascun partito di interpretare il malcontento e le aspettative di un elettorato sempre più fluido e frammentato.




