La Banca d’Inghilterra taglia i tassi al 4,25% mentre i mercati reagiscono in modo contrastante

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con una decisione non unanime – cinque voti a favore e quattro contrari – la Banca d’Inghilterra ha ridotto i tassi d’interesse di altri 25 punti base, portando il costo del denaro al 4,25%, il livello più basso dall’inizio dell’anno. L’intervento, il quarto consecutivo da quando, nell’estate del 2024, la banca centrale aveva invertito la rotta dopo il picco del 5,25%, riflette una strategia cauta in un contesto economico ancora segnato da tensioni inflazionistiche.

Mentre il governatore Andrew Bailey ha sottolineato la necessità di "monitorare attentamente" l’evoluzione dei prezzi, i mercati finanziari hanno reagito in modo ambiguo. Il Ftse 100, dopo aver toccato un massimo intraday di 8.607,71 punti, ha chiuso in calo dello 0,3%, trascinato in parte dalle incertezze legate alla portata del taglio, giudicato da alcuni analisti troppo prudente. Diverso l’andamento del Ftse 250, che ha guadagnato lo 0,61%, e dell’Aim All-Share, salito dell’1%, segnale di un ottimismo diffuso tra le imprese medio-piccole.

La sterlina, dopo un iniziale rafforzamento, ha mostrato segnali di volatilità, influenzata anche dall’annuncio di un nuovo accordo commerciale tra Regno Unito e Stati Uniti, i cui dettagli non sono ancora stati resi pubblici. Intanto, in Germania, un dato migliore del previsto sulla produzione industriale ha ridato slancio all’eurozona, mentre oltreoceano il calo della produttività del lavoro nel primo trimestre del 2025 – più marcato delle attese – ha riacceso il dibattito sulle prospettive di crescita statunitensi.

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