La privatizzazione di Tim: un cambiamento epocale
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Redazione Economia
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La privatizzazione dell'ex monopolista Tim rappresenta un cambiamento significativo nel panorama delle telecomunicazioni italiane. Questo processo ha visto la divisione della struttura aziendale in due parti distinte: la rete di trasmissione e la società dei servizi.
La vendita della rete Tim
La vendita della rete Tim, nota come Netco, è stata finalizzata in un noto studio notarile milanese. Il gioiello di famiglia è stato acquistato da una holding partecipata dal fondo statunitense KKR, da Canada Pension Plan Investment Board, da Abu Dhabi Authority (ADIA), da una piccola quota del ministero dell’Economia e da F2i. Questa operazione ha suscitato un vivace dibattito politico, con il Movimento 5 stelle che l'ha definita come il "black Friday" dei patrioti, indicando una svendita a buon prezzo per gli acquirenti.
Il debutto di Fibercop
Parallelamente alla vendita della rete Tim, è stato ufficialmente lanciato FiberCop, un nuovo operatore wholesale di telefonia fissa. FiberCop offre servizi di accesso sulle proprie reti in rame e fibra in tutta Italia alle imprese di telecomunicazioni e media. L'ambito di attività di FiberCop comprende anche reti ad alta capacità e infrastrutture di trasporto, nonché servizi di monitoraggio, diagnostica, supporto all'installazione e servizi di manutenzione, assicurando il massimo livello di qualità, sicurezza e affidabilità.
Le implicazioni politiche
La semplice approvazione di una legge quadro, relativa ad una ancora presunta "autonomia differenziata”, ha risvegliato il dibattito politico registrando persino nuovi propositi referendari abrogativi. La contrapposizione politica ed ideologica è inevitabilmente destinata a raggiungere i classici livelli della guerra tra Guelfi e Ghibellini.
La vendita di Ita a Lufthansa
Nell'arco di 48 ore, l'Italia ha visto due importanti operazioni di riassetto industriale. Dopo la cessione della rete Tim, è seguita la vendita di Ita a Lufthansa. Queste due operazioni sono state presentate dal governo come "di grande successo", nonostante le critiche da parte del Movimento 5 stelle.
Queste operazioni rappresentano un cambiamento significativo nel panorama delle telecomunicazioni italiane. Solo il tempo dirà se queste mosse porteranno a un miglioramento dei servizi per i consumatori italiani.




