Fratelli d’Italia stabile al 29,8%, calano il Pd e il Movimento 5 Stelle. La Lega recupera terreno, azione di Calenda sorpassa il movimento di Vannacci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nuovo sondaggio realizzato da SWG per il TG La7, i cui dati sono stati diffusi nella serata di lunedì 23 febbraio 2026, fotografa un quadro politico nazionale sostanzialmente stabile nei suoi vertici, ma non privo di movimenti significativi, specialmente per quanto riguarda le forze di opposizione e i partiti minori che si aggirano attorno alla soglia di rilevanza parlamentare. Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si conferma saldamente la prima forza politica del paese, attestandosi al 29,8%, una percentuale che non subisce variazioni rispetto alla rilevazione precedente e che consolida quindi il primato in un momento politico segnato dal dibattito sul referendum sulla giustizia e dalle ripercussioni internazionali legate alla politica della nuova amministrazione statunitense guidata da Donald Trump.

Alle spalle del partito di maggioranza relativa, si registra una flessione per le due principali forze che compongono il fronte dell’opposizione. Il Partito Democratico di Elly Schlein scende infatti di un decimo di punto, posizionandosi al 21,9%, un calo lieve ma che, inserito in un contesto di sostanziale immobilismo, potrebbe sollevare qualche interrogativo interno. Più marcato appare invece il decremento subito dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che perde ben tre decimi di punto in una sola settimana, scivolando all’11,5% e allontanandosi ulteriormente dalla soglia psicologica del 12% che aveva timidamente riavvicinato nelle scorse settimane.

Se l’attenzione generale si concentra spesso sui partiti principali, sono i movimenti nelle retrovie a raccontare una parte interessante della dinamica politica attuale, con alcune forze in risalita e altre che accusano il colpo della nuova offerta politica rappresentata dal generale Roberto Vannacci.

Lega in ripresa, Forza Italia arretra leggermente: il centrodestra si riassesta

All’interno della coalizione di governo, il sondaggio SWG restituisce un’immagine differenziata. Mentre Forza Italia di Antonio Tajani subisce una lieve battuta d’arresto, perdendo lo 0,1% e posizionandosi all’8,3%, la Lega di Matteo Salvini mostra segnali incoraggianti per il Carroccio, crescendo dello 0,2% e portandosi così al 6,6%. Un dato, quest’ultimo, che segue le turbolenze interne legate all’addio del generale Vannacci e che sembra premiare la linea del segretario federale, capace di arginare l’emorragia di voti verso la nuova formazione. In controtendenza rispetto ai principali partiti d’opposizione, cresce invece l’alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna un decimo di punto salendo al 6,7%, superando di fatto la Lega per un soffio e consolidando il proprio ruolo come forza politica strutturata a sinistra.

Calenda sorpassa Vannacci, calo per Italia Viva: il centro si riordina

Nell’area che convenzionalmente viene definita di centro o di opposizione moderata, la rilevazione registra un significativo riallineamento. Azione di Carlo Calenda, guadagnando lo 0,2%, sale al 3,5%, operando così il sorpasso ai danni di Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci. Proprio la lista dell’ex generale, dopo l’entusiasmo iniziale delle prime uscite, subisce una frenata piuttosto netta, perdendo due decimi di punto e scendendo al 3,4%, un dato che la colloca immediatamente dietro alla formazione di Calenda e che potrebbe riflettere le prime difficoltà di una struttura politica in fase di rodaggio. Una tendenza al ribasso che colpisce anche Italia Viva di Matteo Renzi, in calo dello 0,1% e ferma al 2,2%, mentre +Europa e Noi Moderati mantengono le rispettive posizioni, rispettivamente all’1,4% e all’1,1%. Da segnalare, infine, la lieve diminuzione dell’area del non voto e degli indecisi, che cala di un punto percentuale passando dal 28% al 27%, un segnale che potrebbe indicare un risveglio dell’interesse politico in vista dei prossimi appuntamenti referendari.

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