Il caso dell'orsa Kj1 in Trentino: una decisione che fa discutere
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Redazione Interno
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L'orsa Kj1, un esemplare femmina di 22 anni, è stata abbattuta questa mattina nei boschi sopra Arco, nell’Alto Garda trentino. Questa decisione, presa dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, ha suscitato numerose proteste. L'orsa, considerata pericolosa a causa dei 7 contatti con esseri umani registrati negli ultimi anni, era stata catturata dopo aver aggredito un escursionista il 16 luglio in località Naroncolo, nel vicino Comune di Dro.
Il decreto di Fugatti
Il decreto di Fugatti, che ha annullato le precedenti ordinanze di abbattimento sospese dal Tribunale amministrativo regionale, ha disposto l'uccisione dell'orsa. Questa misura era stata prevista lunedì e ha trovato il sostegno dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), al quale i responsabili provinciali si appellano per motivare il “prelievo” dell'orsa.
La reazione della comunità
La decisione ha sollevato reazioni di protesta. Il Consiglio provinciale incontrerà gli amministratori locali dei territori trentini in cui si muove l’orso bruno, per condividere il punto della situazione. All’incontro informale saranno invitati presidenti di Comunità e sindaci anche delle Giudicarie, della Vallagarina, dell’Alto Garda e Ledro, della Valle dei Laghi, della Valle dell’Adige, della Rotaliana, della Paganella e della Val di Non.
Critiche alla decisione
Molti ritengono che l'uccisione dell'orsa KJ1 sia un'inutile brutalità. Secondo alcuni, la sicurezza non si fa di uccisioni, ma di educazione alla convivenza. Questa visione critica l'Amministrazione Provinciale, accusata di fare leva sulla paura delle gente invece di promuovere la convivenza con gli orsi. La gestione del progetto di reintroduzione dell'orso Life Ursus è passata dal Parco Adamello Brenta all'Amministrazione Provinciale, ovvero da chi conosce gli orsi a chi fa leva sulla paura delle gente.




